martedì 23 giugno 2009
giovedì 11 giugno 2009
Il simbolo dell'italia nel mondo
Il Cetriolo verde presentato da Rutelli a New York in un pubblico concorso con 100.000 dollari di premio era orripilante.
Questo della Brambilla invece sembra fatto con paint shop pro dal suo nipotino 12enne.
Tutto fumo e niente arrosto. Siamo al secondo logo e ancora nessun progetto. Sono ansioso di vedere la fattura di questo logo.
Questo della Brambilla invece sembra fatto con paint shop pro dal suo nipotino 12enne.
Tutto fumo e niente arrosto. Siamo al secondo logo e ancora nessun progetto. Sono ansioso di vedere la fattura di questo logo.
sabato 6 giugno 2009
Sull'importanza di andare a votare
Riporto una traduzione in italiano della dichiarazione di indipendenza del 1776 degli stati uniti d'America.
Sopratutto le parti in grassetto dovrebbero farci riflettere sul legame tra la crisi morale e materiale dei nostri tempi e le baccanti di Villa Certosa.
In Congresso, 4 luglio 1776
Quando nel corso di eventi umani, sorge la necessità che un popolo sciolga i legami politici che lo hanno stretto a un altro popolo e assuma tra le potenze della terra lo stato di potenza separata e uguale a cui le Leggi della Natura e del Dio della Natura gli danno diritto, un conveniente riguardo alle opinioni dell'umanità richiede che quel popolo dichiari le ragioni per cui è costretto alla secessione.
Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di mutarla o abolirla e di istituire un nuovo governo fondato su tali principi e di organizzarne i poteri nella forma che sembri al popolo meglio atta a procurare la sua Sicurezza e la sua Felicità.
Certamente, prudenza vorrà che i governi di antica data non siano cambiati per ragioni futili e peregrine; e in conseguenza l'esperienza di sempre ha dimostrato che gli uomini sono disposti a sopportare gli effetti d'un malgoverno finchè siano sopportabili, piuttosto che farsi giustizia abolendo le forme cui sono abituati. Ma quando una lunga serie di abusi e di malversazioni, volti invariabilmente a perseguire lo stesso obiettivo, rivela il disegno di ridurre gli uomini all'assolutismo, allora è loro diritto, è loro dovere rovesciare un siffatto governo e provvedere nuove garanzie alla loro sicurezza per l'avvenire. Tale è stata la paziente sopportazione delle Colonie e tale è ora la necessità che le costringe a mutare quello che è stato finora il loro ordinamento di governo. Quella dell'attuale re di Gran Bretagna è storia di ripetuti torti e usurpazioni, tutti diretti a fondare un'assoluta tirannia su questi Stati. Per dimostrarlo ecco i fatti che si sottopongono all'esame di tutti gli uomini imparziali e in buona fede.
1) Egli ha rifiutato di approvare leggi sanissime e necessarie al pubblico bene.
2) Ha proibito ai suoi governatori di approvare leggi di immediata e urgente
importanza, se
non a condizione di sospenderne l'esecuzione finché non si ottenesse l'assentimento di
lui, mentre egli trascurava del tutto di prenderle in considerazione.
3) Ha rifiutato di approvare altre leggi per la sistemazione di vaste zone popolate, a
meno
che quei coloni rinunziassero al diritto di essere rappresentati nell'assemblea
legislativa - diritto di inestimabile valore per essi e temibile solo da un tiranno.
4) Ha convocato assemblee legislative in luoghi insoliti, incomodi e lontani dalla sede
dei loro archivi, al solo scopo di indurre i coloni, affaticandoli, a consentire in
provvedimenti da lui proposti.
5) Ha ripetutamente disciolte assemblee legislative solo perché si opponevano con
maschia decisione alle sue usurpazioni dei diritti del popolo.
6) Dopo lo scioglimento di quelle assemblee si è opposto all'elezione di altre: ragion
per cui il Potere legislativo, che non può essere soppresso, è ritornato, per poter
funzionare, al popolo nella sua collettività, - mentre lo Stato è rimasto esposto a tutti i
pericoli di invasioni dall'esterno, e di agitazioni all'interno.
7) Ha tentato di impedire il popolamento di questi Stati, opponendosi a tal fine alle
leggi di naturalizzazione di forestieri rifiutando di approvarne altre che
incoraggiassero la immigrazione, e ostacolando le condizioni per nuovi acquisti di
terre.
8) Ha fatto ostruzionismo all'amministrazione della giustizia rifiutando l'assentimento a leggi intese a rinsaldare il potere giudiziario.
9) Ha reso i giudici dipendenti solo dal suo arbitrio per il conseguimento e la
conservazione della carica, e per l'ammontare e il pagamento degli stipendi.
10) Ha istituito una quantità di uffici nuovi, e mandato qui sciami di impiegati per
vessare il popolo e divorarne gli averi.
11) Ha mantenuto tra noi, in tempo di pace, eserciti stanziali senza il consenso
dell'autorità legislativa.
12) Ha cercato di rendere il potere militare indipendente dal potere civile, e a questo superiore.
13) Si è accordato con altri per assoggettarci a una giurisdizione aliena dalla nostra costituzione e non riconosciuta dalle nostre leggi, dando il suo assentimento alle loro pretese disposizioni legislative miranti a:
a) acquartierare tra noi grandi corpi di truppe armate;
b) proteggerle, con processi da burla, dalle pene in cui incorressero per assassinii
commessi contro gli abitanti di questi Stati;
c) interrompere il nostro commercio con tutte le parti del mondo;
d) imporci tasse senza il nostro consenso;
e) privarci in molti casi dei benefici del processo per mezzo di giuria;
f) trasportarci oltremare per esser processati per pretesi crimini;
g) abolire il libero ordinamento dileggi inglesi in una provincia attigua, istituendovi
un governo arbitrario, ed estendendone i confini si da farne nello stesso tempo un
esempio e un adatto strumento per introdurre in queste Colonie lo stesso governo
assoluto;
h) sopprimere le nostre carte statutarie, abolire le nostre validissime leggi, e mutare dalle fondamenta le forme dei nostri governi;
i) sospendere i nostri corpi legislativi, e proclamarsi investito del potere di legiferare per noi in ogni e qualsiasi caso.
Egli ha abdicato al suo governo qui, dichiarandoci privati della sua protezione e
facendo guerra contro di noi.
Egli ha predato sui nostri mari, ha devastato le nostre coste, ha incendiato le nostre
città, ha distrutto le vite del nostro popolo.
Egli sta trasportando, in questo stesso momento, vasti eserciti di mercenari stranieri per completare l'opera di morte, di desolazione e di tirannia già iniziata con particolari casi di crudeltà e di perfidia che non trovano eguali nelle più barbare età, e sono del tutto indegni del capo di una nazione civile.
Egli ha costretto i nostri concittadini fatti prigionieri in alto mare a portare le armi
contro il loro paese, a diventare carnefici dei loro amici e confratelli, o a cadere uccisi per mano di questi.
Egli ha incitato i nostri alla rivolta civile, e ha tentato di istigare contro gli abitanti
delle nostre zone di frontiera i crudeli selvaggi indiani la cui ben nota norma di guerra è la distruzione indiscriminata di tutti gli avversari, di ogni età, sesso e condizione.
A ogni momento mentre durava questa apprensione noi abbiamo chiesto, nei termini più umili, che fossero riparati i torti fattici; alle nostre ripetute petizioni non si è risposto se non con rinnovate ingiustizie. Un principe, il cui carattere si distingue così per tutte quelle azioni con cui si può definire un tiranno, non è adatto a governare un popolo libero.
E d'altra parte non abbiamo mancato di riguardo ai nostri fratelli britannici. Di tanto in tanto li abbiamo avvisati dei tentativi fatti dal loro parlamento di estendere su di noi una illegale giurisdizione. Abbiamo ricordato ad essi le circostanze della nostra emigrazione e del nostro stanziamento in queste terre. Abbiamo fatto appello al loro innato senso di giustizia e alla loro magnanimità, e li abbiamo scongiurati per i legami dei nostri comuni parenti di sconfessare queste usurpazioni che inevitabilmente avrebbero interrotto i nostri legami e i nostri rapporti.
Anch'essi sono stati sordi alla voce della giustizia, alla voce del sangue comune. Noi
dobbiamo, perciò, rassegnarci alla necessità che denuncia la nostra separazione, e
dobbiamo considerarli, come consideriamo gli altri uomini, nemici in guerra, amici in pace.
Noi pertanto, Rappresentanti degli Stati Uniti d'America, riuniti in Congresso
generale, appellandoci al Supremo Giudice dell'Universo per la rettitudine delle nostre intenzioni, nel nome e per l'autorità del buon popolo di queste Colonie, solennemente rendiamo di pubblica ragione e dichiariamo: che queste Colonie Unite sono, e per diritto devono essere, stati liberi e indipendenti; che esse sono sciolte da ogni sudditanza alla Corona britannica, e che ogni legame politico tra esse e lo Stato di Gran Bretagna è, e deve essere, del tutto sciolto; e che, come Stati liberi e
indipendenti, essi hanno pieno potere di far guerra, concludere pace, contrarre
alleanze, stabilire commercio e compilare tutti gli altri atti e le cose che gli stati
indipendenti possono a buon diritto fare. E in appoggio a questa dichiarazione, con
salda fede nella protezione della Divina Provvidenza, reciprocamente impegnamo le
nostre vite, i nostri beni e il nostro sacro onore.
John Hancock
(Seguono 55 firme di Rappresentanti dei 13 Stati)
Sopratutto le parti in grassetto dovrebbero farci riflettere sul legame tra la crisi morale e materiale dei nostri tempi e le baccanti di Villa Certosa.
In Congresso, 4 luglio 1776
Quando nel corso di eventi umani, sorge la necessità che un popolo sciolga i legami politici che lo hanno stretto a un altro popolo e assuma tra le potenze della terra lo stato di potenza separata e uguale a cui le Leggi della Natura e del Dio della Natura gli danno diritto, un conveniente riguardo alle opinioni dell'umanità richiede che quel popolo dichiari le ragioni per cui è costretto alla secessione.
Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di mutarla o abolirla e di istituire un nuovo governo fondato su tali principi e di organizzarne i poteri nella forma che sembri al popolo meglio atta a procurare la sua Sicurezza e la sua Felicità.
Certamente, prudenza vorrà che i governi di antica data non siano cambiati per ragioni futili e peregrine; e in conseguenza l'esperienza di sempre ha dimostrato che gli uomini sono disposti a sopportare gli effetti d'un malgoverno finchè siano sopportabili, piuttosto che farsi giustizia abolendo le forme cui sono abituati. Ma quando una lunga serie di abusi e di malversazioni, volti invariabilmente a perseguire lo stesso obiettivo, rivela il disegno di ridurre gli uomini all'assolutismo, allora è loro diritto, è loro dovere rovesciare un siffatto governo e provvedere nuove garanzie alla loro sicurezza per l'avvenire. Tale è stata la paziente sopportazione delle Colonie e tale è ora la necessità che le costringe a mutare quello che è stato finora il loro ordinamento di governo. Quella dell'attuale re di Gran Bretagna è storia di ripetuti torti e usurpazioni, tutti diretti a fondare un'assoluta tirannia su questi Stati. Per dimostrarlo ecco i fatti che si sottopongono all'esame di tutti gli uomini imparziali e in buona fede.
1) Egli ha rifiutato di approvare leggi sanissime e necessarie al pubblico bene.
2) Ha proibito ai suoi governatori di approvare leggi di immediata e urgente
importanza, se
non a condizione di sospenderne l'esecuzione finché non si ottenesse l'assentimento di
lui, mentre egli trascurava del tutto di prenderle in considerazione.
3) Ha rifiutato di approvare altre leggi per la sistemazione di vaste zone popolate, a
meno
che quei coloni rinunziassero al diritto di essere rappresentati nell'assemblea
legislativa - diritto di inestimabile valore per essi e temibile solo da un tiranno.
4) Ha convocato assemblee legislative in luoghi insoliti, incomodi e lontani dalla sede
dei loro archivi, al solo scopo di indurre i coloni, affaticandoli, a consentire in
provvedimenti da lui proposti.
5) Ha ripetutamente disciolte assemblee legislative solo perché si opponevano con
maschia decisione alle sue usurpazioni dei diritti del popolo.
6) Dopo lo scioglimento di quelle assemblee si è opposto all'elezione di altre: ragion
per cui il Potere legislativo, che non può essere soppresso, è ritornato, per poter
funzionare, al popolo nella sua collettività, - mentre lo Stato è rimasto esposto a tutti i
pericoli di invasioni dall'esterno, e di agitazioni all'interno.
7) Ha tentato di impedire il popolamento di questi Stati, opponendosi a tal fine alle
leggi di naturalizzazione di forestieri rifiutando di approvarne altre che
incoraggiassero la immigrazione, e ostacolando le condizioni per nuovi acquisti di
terre.
8) Ha fatto ostruzionismo all'amministrazione della giustizia rifiutando l'assentimento a leggi intese a rinsaldare il potere giudiziario.
9) Ha reso i giudici dipendenti solo dal suo arbitrio per il conseguimento e la
conservazione della carica, e per l'ammontare e il pagamento degli stipendi.
10) Ha istituito una quantità di uffici nuovi, e mandato qui sciami di impiegati per
vessare il popolo e divorarne gli averi.
11) Ha mantenuto tra noi, in tempo di pace, eserciti stanziali senza il consenso
dell'autorità legislativa.
12) Ha cercato di rendere il potere militare indipendente dal potere civile, e a questo superiore.
13) Si è accordato con altri per assoggettarci a una giurisdizione aliena dalla nostra costituzione e non riconosciuta dalle nostre leggi, dando il suo assentimento alle loro pretese disposizioni legislative miranti a:
a) acquartierare tra noi grandi corpi di truppe armate;
b) proteggerle, con processi da burla, dalle pene in cui incorressero per assassinii
commessi contro gli abitanti di questi Stati;
c) interrompere il nostro commercio con tutte le parti del mondo;
d) imporci tasse senza il nostro consenso;
e) privarci in molti casi dei benefici del processo per mezzo di giuria;
f) trasportarci oltremare per esser processati per pretesi crimini;
g) abolire il libero ordinamento dileggi inglesi in una provincia attigua, istituendovi
un governo arbitrario, ed estendendone i confini si da farne nello stesso tempo un
esempio e un adatto strumento per introdurre in queste Colonie lo stesso governo
assoluto;
h) sopprimere le nostre carte statutarie, abolire le nostre validissime leggi, e mutare dalle fondamenta le forme dei nostri governi;
i) sospendere i nostri corpi legislativi, e proclamarsi investito del potere di legiferare per noi in ogni e qualsiasi caso.
Egli ha abdicato al suo governo qui, dichiarandoci privati della sua protezione e
facendo guerra contro di noi.
Egli ha predato sui nostri mari, ha devastato le nostre coste, ha incendiato le nostre
città, ha distrutto le vite del nostro popolo.
Egli sta trasportando, in questo stesso momento, vasti eserciti di mercenari stranieri per completare l'opera di morte, di desolazione e di tirannia già iniziata con particolari casi di crudeltà e di perfidia che non trovano eguali nelle più barbare età, e sono del tutto indegni del capo di una nazione civile.
Egli ha costretto i nostri concittadini fatti prigionieri in alto mare a portare le armi
contro il loro paese, a diventare carnefici dei loro amici e confratelli, o a cadere uccisi per mano di questi.
Egli ha incitato i nostri alla rivolta civile, e ha tentato di istigare contro gli abitanti
delle nostre zone di frontiera i crudeli selvaggi indiani la cui ben nota norma di guerra è la distruzione indiscriminata di tutti gli avversari, di ogni età, sesso e condizione.
A ogni momento mentre durava questa apprensione noi abbiamo chiesto, nei termini più umili, che fossero riparati i torti fattici; alle nostre ripetute petizioni non si è risposto se non con rinnovate ingiustizie. Un principe, il cui carattere si distingue così per tutte quelle azioni con cui si può definire un tiranno, non è adatto a governare un popolo libero.
E d'altra parte non abbiamo mancato di riguardo ai nostri fratelli britannici. Di tanto in tanto li abbiamo avvisati dei tentativi fatti dal loro parlamento di estendere su di noi una illegale giurisdizione. Abbiamo ricordato ad essi le circostanze della nostra emigrazione e del nostro stanziamento in queste terre. Abbiamo fatto appello al loro innato senso di giustizia e alla loro magnanimità, e li abbiamo scongiurati per i legami dei nostri comuni parenti di sconfessare queste usurpazioni che inevitabilmente avrebbero interrotto i nostri legami e i nostri rapporti.
Anch'essi sono stati sordi alla voce della giustizia, alla voce del sangue comune. Noi
dobbiamo, perciò, rassegnarci alla necessità che denuncia la nostra separazione, e
dobbiamo considerarli, come consideriamo gli altri uomini, nemici in guerra, amici in pace.
Noi pertanto, Rappresentanti degli Stati Uniti d'America, riuniti in Congresso
generale, appellandoci al Supremo Giudice dell'Universo per la rettitudine delle nostre intenzioni, nel nome e per l'autorità del buon popolo di queste Colonie, solennemente rendiamo di pubblica ragione e dichiariamo: che queste Colonie Unite sono, e per diritto devono essere, stati liberi e indipendenti; che esse sono sciolte da ogni sudditanza alla Corona britannica, e che ogni legame politico tra esse e lo Stato di Gran Bretagna è, e deve essere, del tutto sciolto; e che, come Stati liberi e
indipendenti, essi hanno pieno potere di far guerra, concludere pace, contrarre
alleanze, stabilire commercio e compilare tutti gli altri atti e le cose che gli stati
indipendenti possono a buon diritto fare. E in appoggio a questa dichiarazione, con
salda fede nella protezione della Divina Provvidenza, reciprocamente impegnamo le
nostre vite, i nostri beni e il nostro sacro onore.
John Hancock
(Seguono 55 firme di Rappresentanti dei 13 Stati)
venerdì 5 giugno 2009
martedì 2 giugno 2009
Sulla manovalanza abusiva
Ho seguito per conto di un cliente la costruzione di un ponte radio Wi-Fi e per forza di cose sono venuto a conoscenza di svariati personaggi.
Il "perlustratore", ovvero colui che ha fatto il sopralluogo ed ha deciso per il montaggio di un economico traliccio da 12 metri.
Il "tecnico", ovvero colui che ha consegnato la base del traliccio al "tecnico edile" per l'affogamento nel plinto. Il tecnico non ha consegnato ovviamente nessuna misura o dimensione per il plinto.
Il "tecnico edile", ricevuto il progetto, ( un foglio di carta in stile naif ) mi ha raggiunto e mi ha detto candidamente.
- Qui non c'è scritto quanto devo fare lo scavo... Se posso, per la mia competenza sul campo di costruttore abusivo, direi che per un traliccio di 12 metri basta un plinto di 100x100x50. Va bene Dottò ?
a questo punto la mia risposta ironica è stata - "tanto vale facciamo un metro cubo tondo no ? Vada per 100x100x100 Ok ? - e lui serio - "eh no dottò... 100x100x100 sono 2 metri cubi".
Un attimo di smarrimento...
"No guardi, le assicuro che 100x100x100 rappresentano esattamente 1 metro cubo."
e lui - "No ma per il calcestruzzo è diverso".
....
Non fidandomi più ciecamente della sua esperienza sul campo, mi attacco al telefono e rintraccio il tecnico chiedendo gentilemente spiegazioni. Questi mi dice che un plinto di 80x80x40 va bene.
Il "costruttore abusivo" magari si fa fregare sulla fornitura del calcestruzzo però avrebbe potuto costruire l'ospedale dell'aquila senza farlo crollare al primo colpetto....
Massimo De Disprezzo
Il "perlustratore", ovvero colui che ha fatto il sopralluogo ed ha deciso per il montaggio di un economico traliccio da 12 metri.
Il "tecnico", ovvero colui che ha consegnato la base del traliccio al "tecnico edile" per l'affogamento nel plinto. Il tecnico non ha consegnato ovviamente nessuna misura o dimensione per il plinto.
Il "tecnico edile", ricevuto il progetto, ( un foglio di carta in stile naif ) mi ha raggiunto e mi ha detto candidamente.
- Qui non c'è scritto quanto devo fare lo scavo... Se posso, per la mia competenza sul campo di costruttore abusivo, direi che per un traliccio di 12 metri basta un plinto di 100x100x50. Va bene Dottò ?
a questo punto la mia risposta ironica è stata - "tanto vale facciamo un metro cubo tondo no ? Vada per 100x100x100 Ok ? - e lui serio - "eh no dottò... 100x100x100 sono 2 metri cubi".
Un attimo di smarrimento...
"No guardi, le assicuro che 100x100x100 rappresentano esattamente 1 metro cubo."
e lui - "No ma per il calcestruzzo è diverso".
....
Non fidandomi più ciecamente della sua esperienza sul campo, mi attacco al telefono e rintraccio il tecnico chiedendo gentilemente spiegazioni. Questi mi dice che un plinto di 80x80x40 va bene.
Il "costruttore abusivo" magari si fa fregare sulla fornitura del calcestruzzo però avrebbe potuto costruire l'ospedale dell'aquila senza farlo crollare al primo colpetto....
Massimo De Disprezzo
martedì 26 maggio 2009
Sull'essere disinvolto

Mister Berlusconi ha rilasciato una intervista alla CNN dicendo che rilascerà una intervista dove spiegherà tutto.
Un disinvolto corto circuito.
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giovedì 21 maggio 2009
La via di Obama
Ricapitoliamo:
L'umanità ha percorso un secolo straordinario basato sul consumo di una risorsa esauribile.
Abbiamo attraversato un secolo a bordo di auto, moto, camion, aerei, treni e navi sperperando una risorsa che non è rinnovabile.
Abbiamo costruito i nostri eserciti con missili e carriarmati che utilizzano una risorsa che prima o poi finirà.
Abbiamo basato la globalizzazione sul rapido scambio di merci da un punto all'altro del pianeta cullandoci sull'illusione di trasporti a costi sempre più bassi. Trasporti che dipendono da una risorsa non rigenerabile.
Abbiamo costruito miliardi di autovetture che consumano ogni giorno questo liquido scuro. Ed oggi che qualcuno comincia a vedere la fine all'utilizzo del petrolio il presidente degli Stati Uniti vuole macchine ad energia alternativa ? No
Vuole macchine che consumino meno.
A casa mia questo si chiama "rimandare il problema"
Per fortuna vedo che la mano invisibile del mercato si muove lo stesso. Daimler ha appena acquistato il 10% della TESLA
Massimo De Disprezzo
blog: www.maxdisprezzo.com
L'umanità ha percorso un secolo straordinario basato sul consumo di una risorsa esauribile.
Abbiamo attraversato un secolo a bordo di auto, moto, camion, aerei, treni e navi sperperando una risorsa che non è rinnovabile.
Abbiamo costruito i nostri eserciti con missili e carriarmati che utilizzano una risorsa che prima o poi finirà.
Abbiamo basato la globalizzazione sul rapido scambio di merci da un punto all'altro del pianeta cullandoci sull'illusione di trasporti a costi sempre più bassi. Trasporti che dipendono da una risorsa non rigenerabile.
Abbiamo costruito miliardi di autovetture che consumano ogni giorno questo liquido scuro. Ed oggi che qualcuno comincia a vedere la fine all'utilizzo del petrolio il presidente degli Stati Uniti vuole macchine ad energia alternativa ? No
Vuole macchine che consumino meno.
A casa mia questo si chiama "rimandare il problema"
Per fortuna vedo che la mano invisibile del mercato si muove lo stesso. Daimler ha appena acquistato il 10% della TESLA
Massimo De Disprezzo
blog: www.maxdisprezzo.com
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mercoledì 20 maggio 2009
Sulle differenze tra OS
Una tournee lavorativa mi ha tenuto lontano molti giorni dal blog. Sono stato impegnato in una pesante migrazione da windows XP a linux in una azienda con decine di computer.
Il gestionale da loro utilizzato era stato da tempo sostituito con una versione web-based e quindi gli utonti utilizzavano solo un browser, la posta ed una cartella condivisa per openoffice.
Di notte completo la migrazione di un ufficio all'insaputa delle utonte interessate.
La mattina seguente entro nell'ufficio e chiedo: Tutto a posto qui ? problemi con i computer ?
in coro rispondono " no perchè ? "
ed io spiazzato " Beh, non avete notato nulla di diverso nel computer ? "
e loro " mah... giusto qualcosa... hai fatto qualche modifica ? "
ed io " mah... giusto qualcosa "
Pertanto posso confermare che ubuntu linux con sfondo marrone è praticamente uguale ad un desktop con Windows XP e sfondo blu.
3 utonte su 3 non hanno notato nessuna differenza.
Il gestionale da loro utilizzato era stato da tempo sostituito con una versione web-based e quindi gli utonti utilizzavano solo un browser, la posta ed una cartella condivisa per openoffice.
Di notte completo la migrazione di un ufficio all'insaputa delle utonte interessate.
La mattina seguente entro nell'ufficio e chiedo: Tutto a posto qui ? problemi con i computer ?
in coro rispondono " no perchè ? "
ed io spiazzato " Beh, non avete notato nulla di diverso nel computer ? "
e loro " mah... giusto qualcosa... hai fatto qualche modifica ? "
ed io " mah... giusto qualcosa "
Pertanto posso confermare che ubuntu linux con sfondo marrone è praticamente uguale ad un desktop con Windows XP e sfondo blu.
3 utonte su 3 non hanno notato nessuna differenza.
domenica 26 aprile 2009
Benedetta privacy ...
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