La decadenza del giornalismo

La superficialità è un fenomeno subdolo, si insinua lentamente nella pigrizia delle persone e poi, di giorno in giorno, ne plasma completamente la mentalità.
Ad una analisi ottimistica il giornalismo italiano sembrerebbe superficiale. Ad una analisi approfondita si scopre che è purtroppo completamente inesistente.

Il giornalismo d'azione, il giornalismo investigativo, quello che Hollywood ci mostra nei suoi film, probabilmente da noi non è mai esistito. Non è su questo che voglio scrivere. Io voglio scrivere sulla nervosa situazione dell'informazione italiana. Nervosa perchè fa incazzare.

Io mi incazzo quando i giornalisti riportano come le tavole sacre una qualsiasi cartella stampa senza effettuare alcuna analisi criticamente imparziale.
Mi incazzo quando vedo servizi televisi dove vengono inquadrati i monitor dei computer e la voce di fondo legge la notizia dal sito web. Fino a pochi anni addietro almeno qualcuno si occupava di montare un servizio con immagini di repertorio, adesso è più facile inquadrare il proprio monitor e leggere.
Mi incazzo quando leggo interviste dove le domande che tutti si aspettano non ci sono per far spazio a frivolezze, egocentrismo e leccaculismo.
Mi incazzo quando le notizie vengono accuratamente posizionate in base ai soldi del soggetto della discussione.
Mi incazzo quando ci sono "direttori di telegiornali" amici intimi dei soggetti di cui devono parlare, e che perdipiù trasmettono occupando abusivamente le frequenze.
Mi incazzo quando i giornalisti sono pagati un tot a parola e sono costretti a riempire di commenti sterili una notizia. Sono forse cretino al punto da dover ascoltare lo stesso concetto 4 volte?.
Vi siete mai chiesti come mai i radiogiornali durano 3-4 minuti e dicono tutto quello che un TG1 dice in mezz'ora ?

Perchè il tono di uno speaker radiofonico è professionale, chiaro e forte, mentre quello di uno speaker della Rai è lento, impastato, come se non sapesse leggere e stesse cercando le parole una per volta ? Fateci caso ! rallentano il discorso, non solo tra le parole ma anche "raddoppiando le vocali" ! Fate il paragone con un telegiornale della BBC o della CNN.

Non si deve inoltre confondere l'imparzialità con la verifica dei fatti. L'una non esclude l'altra ! Un giornalista può,anzi, deve essere imparziale senza però amplificare le palesi bugie, spetta forse a noi verificarle ?!

Anni addietro era la norma sentire nei servizi sulle morti bianche "l'operaio, assunto il giorno stesso, è deceduto per ... " . Tutti gli italiani, me compreso, avranno pensato innumerevoli volte - che sfiga!-
Che questa frase servisse per mascherare che il tapino fosse un lavoratore in nero regolarizzato solo post-mortem non aveva importanza.
Il giornalista, ripetendo come un pappagallo le parole di un comunicato di chissà chi, si è reso colpevole di dolosa superficialità.

Nemmeno gli ultimi baluardi della pseudo-informazione libera resistono alla superficialità, in Anno Zero abbiamo una ragazza molto carina che ahimè però sembra parlare con un cece in bocca. Dovendosi rivolgere a tutti gli italiani sarebbe doveroso per lei fare un corso di dizione... o forse è sufficiente essere la nipote di Marta Marzotto ?

In Report abbiamo la prova che all'italiano medio piace essere preso per il culo. La direttrice crea dei servizi incredibili, sfida i venti contrari del potere e scopre delle magagne epiche e poi... non succede niente. Nulla. Nessun giornale del giorno dopo riporta delle analisi, nessun capitano d'azienda si dimette, nessun tribunale si interessa, nessun corteo di protesta. NIENTE.

Quando un giornalista, a discapito della propria carriera, squarcia il velo di un qualsiasi imbroglio suscita nel cittadino medio italico non il disprezzo ma l'ammirazione per il furbo che è riuscito a fottere il sistema. Perchè è risaputo che in italia si va avanti solo con palate di furbizia e raccomandazioni, e chi le ha, viene, incredibilmente, ammirato da chi non ce le ha.

Alla iniziale superficialità dei giornalisti degli anni passati rimane ora, in questa fase avanzata, soltanto una manica di "giornalisti da scrivania" che fanno da cassa da risonanza ai 1000 comunicati stampa giornalieri. Veri o falsi non ha importanza, sono spesso pagati un tot a parola.

Massimo De Disprezzo

www.maxdisprezzo.com

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