Prodi e l'università

Speravo di poter lasciare silente il blog ma non ci sono riuscito... oggi ho letto quello che mai mi sarei sognato di leggere su "La Repubblica".

Pare che in un lampo di lucida follia il rappresentante in carica degli italiani abbia proferito:

"Per laurearsi devono essere necessari sei mesi trascorsi in un altro paese europeo. I sei mesi potranno anche essere lavorativi in azienda, nelle pubbliche amministrazioni o nel servizio civile"

Per fortuna il ministro dell'università Fabio Mussi è rimasto cauto sul da farsi.

I problemi delle università italiane sono molti, e non si può certo rimediare mandando gli studenti all'estero. Credo che Prodi abbia perso di vista l'obiettivo delle università, ovvero sfornare gente PRONTA ad entrare nel mondo del lavoro a pieno titolo e non pronta per stage gratuiti, master carissimi (con ovvi stage gratuiti al seguito), o "vacanze" all'estero.

Non discuto su quanto sia importante allargare i propri orizzonti viaggiando. Viaggiare è una esperienza fantastica che permette una crescita interna e culturale che nessun libro potrà mai apportare.

Io mi soffermo sulla paventata imposizione di Prodi. Se il governo fosse capace di creare posti di lavoro, sarei ben lieto di andare a zonzo in europa, e nei posti che più mi aggradano, con le mie prime ferie.

Se il governo vuole invece ritardare a tutti i costi il mio ingresso nel mondo del lavoro facendomi fare, per esempio, il servizio civile all'estero, vuol dire che non è capace di creare posti di lavoro, non è capace di restituire alle università il ruolo che dovrebbero avere e non è capace di vedere le finanze dei giovani che frequentano le università.

Come può un politico essere così distante dalla realtà ? Ci sono, ci fanno o non si rendono conto ?

Saluti

Massimo De Disprezzo
Ex votante dell'unione

www.maxdisprezzo.com

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