Marco Travaglio

Marco Travaglio è l'esempio vivente di quello che dovrebbe essere il giornalismo italiano. Niente commenti, zero giri di parole, via le inutili sviolinate. Solo fatti.
Meticolosamente controllati e fedelmente riportati.
Un pizzico di memoria consente poi di riportare alla luce dei pezzi fantastici come quello che segue:

"Fantastica quella volta che ho parlato a Eltsin per venticinque minuti della Csce, la Conferenza per la sicurezza e la cooperazione europea, e non sapevo cosa fosse. Eravamo a cena. Eltsin si lamentava che l'Europa non lo aiutava a risolvere la crisi in Cecenia attraverso la Csce. Io mi dicevo: chissà di che parla. Finisce, silenzio, finché lo svedese Carl Bildt per toglierci d'imbarazzo dice: 'Abbiamo qui il presidente di turno, chiediamolo a lui'. E si gira verso di me. Io sussulto, poi sento i tricolori che sventolano alle mie spalle, capisco che non posso fare una figuraccia per il mio Paese. E comincio a parlare e per venticinque minuti discetto di Cecenia, Europa, guerre. Alla fine Mitterrand mi dice: 'Bene, la questione è nelle tue mani'. Quale?, mi chiedo io. Appena finisce la cena prendo Felipe Gonzales da parte e gli chiedo: 'Ma tu lo sai che cos'è la Csce?'. Lui comincia a ridere, non si ferma più, e finisce seduto per terra tanto che lo devo raccogliere..." (Silvio Berlusconi, Corriere della Sera, 2 febbraio 1998).


Il tg1 invece, da decenni, perde colpi, come potete ben vedere dal video sottostante.

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