Omaggio a Tiziano Terzani

Citazione tratta dal libro "Un altro giro di giostra" (Longanesi)

"Ero in crisi con l'America, e anche la vecchia Boston, che ricordavo dai tempi in cui ci avevo marciato contro la guerra in Vietnam, mi deluse. Era carina, civile, contegnosa, ma senza grandezza, senza qualcosa di trascinante o di commovente. Ci arrivai con uno di quei piccoli aerei che ogni ora fanno la spola da New York, come gli autobus che a Firenze vanno da Porta Romana al Duomo. Atterrammo volando su una distesa di casucce tutte uguali, fortunatamente coperte di nove. Tutto era funzionante, in orario, oleato. Solo a guardar bene ci si accorgeva che la grande efficienza della vita americana è fondata su una versione moderna del sistema delle caste. I neri, i portoricani e i latinoamericani gestiscono negli Stati Uniti, come in India, un tempo, gli Intoccabili, tutto ciò che è raso terra, ciò che è "sporco", dalla spazzatura ai bagagli, ai gabinetti, ai biglietti degli autobus. Tutti questi lavorano per poco - in media guadagnano qualcosa come sette dollari all'ora - ma il segreto è che tutti sono convinti di essere liberi e cittadini del migliore dei mondi possibili. Appena sopra gli intoccabili viene una casta tipicamente americana: i falliti. Sono di solito bianchi, con una discreta cultura. Per qualche ragione non ce l'hanno fatta e l'impietoso sistema della continua competizione, che premia l'aggressività e la prevaricazione, li spinge da parte. Frustrati, patetici. Vittime. I tre guidatori di Taxi con cui ebbi a che fare nel mio primo giorno a Boston appartenevano a questa casta. Ognuno di loro, poco dopo essersi messo al volante, mi disse di non essere in verità un autista, ma uno sceneggiatore. Ah, l'America!"

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