mercoledì 23 maggio 2007

Sul Peer2Peer e sui paladini della legge

L'italia è uno strano paese. E' un posto dove si legifera su tutto e si fa il contrario di tutto. Si fanno approvare in tutta fretta delle leggi "errate" con la promessa di rivederle subito dopo l'approvazione (URBANI DOCET). I ministri scrivono e firmano le leggi per poi dichiararle ufficialmente come "PORCATE" ( CALDEROLI DOCET ) e tutto nella italica ignoranza e beatitudine del cittadino medio che ridacchia sardonico degli eventi anzichè indignarsi.

Può accadere solo in italia pertanto che venga approvata una legge che prevede fino a 3 anni di carcere per la condivisione di mp3 con programmi p2p e che, nello stesso tempo, ci si indigni profondamente quando qualcuno, perdipiù straniero, cerca di farla rispettare.

Una casa discografica tedesca ha letto la legge italiana sulla condivisione p2p e ha pensato bene di farla applicare. Dopotutto perchè non dovrebbe ? c'è una legge che sembra fatta apposta e questi sono tempi grami... così fa partire 3636 raccomandate a incauti pirati informatici rei di aver condiviso alcuni mp3.

Risultato:
I politici che si scandalizzano, il garante per la privacy che si costituisce parte civile nel processo, Beppe Grillo che fa un bel post sul suo blog e tutti che sotto sotto si fanno la stessa domanda. Ma come viene in mente a questi tedeschi di far rispettare una legge italiana ? Non sanno come funziona qui da noi ?

Qualsiasi internauta degno di chiamarsi tale si è scaricato qualche mp3 dalla rete. Tutti sanno che è illegale il download di materiale protetto da diritti d'autore, eppure, al riparo del VIRTUALE anonimato che scaturisce dal fatto di trovarsi tra le proprie mura, nasce l'erronea e italica sicurezza che "tanto lo fanno tutti" oppure "e ci devo andare di mezzo proprio io" ?

Se fossimo persone dotate di un certo spessore morale ci dovremmo indignare non quando ci pescano con le mani nel sacco, ma prima, quando politicanti inconcludenti scrivono delle leggi anacronistiche con delle pene incredibilmente alte. In italia esiste il divieto delle pene esemplari, eppure sembra che se lo siano dimenticato.

Come andrà a finire ? io scommetto sulla prescrizione del reato per tutti i 3636 con grande strizza di tutti i "pirati". La giustizia italiana è prevedibile, sopratutto quando qualcuno cerca di far applicare una legge in difesa dei propri interessi e ha solo 5 anni di tempo.

Saluti

Massimo De Disprezzo

www.maxdisprezzo.com

venerdì 18 maggio 2007

La decadenza del giornalismo

La superficialità è un fenomeno subdolo, si insinua lentamente nella pigrizia delle persone e poi, di giorno in giorno, ne plasma completamente la mentalità.
Ad una analisi ottimistica il giornalismo italiano sembrerebbe superficiale. Ad una analisi approfondita si scopre che è purtroppo completamente inesistente.

Il giornalismo d'azione, il giornalismo investigativo, quello che Hollywood ci mostra nei suoi film, probabilmente da noi non è mai esistito. Non è su questo che voglio scrivere. Io voglio scrivere sulla nervosa situazione dell'informazione italiana. Nervosa perchè fa incazzare.

Io mi incazzo quando i giornalisti riportano come le tavole sacre una qualsiasi cartella stampa senza effettuare alcuna analisi criticamente imparziale.
Mi incazzo quando vedo servizi televisi dove vengono inquadrati i monitor dei computer e la voce di fondo legge la notizia dal sito web. Fino a pochi anni addietro almeno qualcuno si occupava di montare un servizio con immagini di repertorio, adesso è più facile inquadrare il proprio monitor e leggere.
Mi incazzo quando leggo interviste dove le domande che tutti si aspettano non ci sono per far spazio a frivolezze, egocentrismo e leccaculismo.
Mi incazzo quando le notizie vengono accuratamente posizionate in base ai soldi del soggetto della discussione.
Mi incazzo quando ci sono "direttori di telegiornali" amici intimi dei soggetti di cui devono parlare, e che perdipiù trasmettono occupando abusivamente le frequenze.
Mi incazzo quando i giornalisti sono pagati un tot a parola e sono costretti a riempire di commenti sterili una notizia. Sono forse cretino al punto da dover ascoltare lo stesso concetto 4 volte?.
Vi siete mai chiesti come mai i radiogiornali durano 3-4 minuti e dicono tutto quello che un TG1 dice in mezz'ora ?

Perchè il tono di uno speaker radiofonico è professionale, chiaro e forte, mentre quello di uno speaker della Rai è lento, impastato, come se non sapesse leggere e stesse cercando le parole una per volta ? Fateci caso ! rallentano il discorso, non solo tra le parole ma anche "raddoppiando le vocali" ! Fate il paragone con un telegiornale della BBC o della CNN.

Non si deve inoltre confondere l'imparzialità con la verifica dei fatti. L'una non esclude l'altra ! Un giornalista può,anzi, deve essere imparziale senza però amplificare le palesi bugie, spetta forse a noi verificarle ?!

Anni addietro era la norma sentire nei servizi sulle morti bianche "l'operaio, assunto il giorno stesso, è deceduto per ... " . Tutti gli italiani, me compreso, avranno pensato innumerevoli volte - che sfiga!-
Che questa frase servisse per mascherare che il tapino fosse un lavoratore in nero regolarizzato solo post-mortem non aveva importanza.
Il giornalista, ripetendo come un pappagallo le parole di un comunicato di chissà chi, si è reso colpevole di dolosa superficialità.

Nemmeno gli ultimi baluardi della pseudo-informazione libera resistono alla superficialità, in Anno Zero abbiamo una ragazza molto carina che ahimè però sembra parlare con un cece in bocca. Dovendosi rivolgere a tutti gli italiani sarebbe doveroso per lei fare un corso di dizione... o forse è sufficiente essere la nipote di Marta Marzotto ?

In Report abbiamo la prova che all'italiano medio piace essere preso per il culo. La direttrice crea dei servizi incredibili, sfida i venti contrari del potere e scopre delle magagne epiche e poi... non succede niente. Nulla. Nessun giornale del giorno dopo riporta delle analisi, nessun capitano d'azienda si dimette, nessun tribunale si interessa, nessun corteo di protesta. NIENTE.

Quando un giornalista, a discapito della propria carriera, squarcia il velo di un qualsiasi imbroglio suscita nel cittadino medio italico non il disprezzo ma l'ammirazione per il furbo che è riuscito a fottere il sistema. Perchè è risaputo che in italia si va avanti solo con palate di furbizia e raccomandazioni, e chi le ha, viene, incredibilmente, ammirato da chi non ce le ha.

Alla iniziale superficialità dei giornalisti degli anni passati rimane ora, in questa fase avanzata, soltanto una manica di "giornalisti da scrivania" che fanno da cassa da risonanza ai 1000 comunicati stampa giornalieri. Veri o falsi non ha importanza, sono spesso pagati un tot a parola.

Massimo De Disprezzo

www.maxdisprezzo.com

Sui format televisivi

Che la TV sia piena di programmi di basso profilo lo sanno tutti, meno noto è invece il fatto che parte di quei programmi che, in un modo o nell'altro, fanno audience sono venduti da una società di nome Endemol.
In che senso venduti ?
Endemol è una società che crea ( e vende) format televisivi alle emittenti di tutto il mondo. Al suo interno lavorano cervelloni che stabiliscono le scenografie, le posizioni dei presentatori, i ruoli dei concorrenti, le regole dei giochi, i tempi e i modi degli stacchi pubblicitari e tutto quello che rientra in una scaletta di un programma. Una volta trovato il format "giusto" viene venduto svariate volte alle emittenti televisive di tutto il mondo che lo possono mandare in onda nella lingua del paese di appartenza e con i personaggi nazionali più adatti ai ruoli.

Sembrerebbe un assurdo degno di un'epoca dove tutto viene messo sotto copyright eppure funziona. Rai e Mediaset spesso si servono di format televisi preconfezionati da società terze e Endemol è ritenuta la migliore del mondo.

Se la Rai avesse deciso di comprare Mediaset, sono certo che avremmo trovato il faccione sorridente di Berlusconi sulle sue reti pronto a gridare contro un governo che, sinistramente, trama alle spalle della sua azienda (formalmente non è sua ma tant'è...).

Poichè invece i ruoli sono invertiti e Mediaset ha comprato Endemol, va tutto bene.

In italia c'è, nei fatti, un sistema dualistico di concorrenza televisiva.
Uno di questi compra il maggior produttore del mondo di format televisivi e non ci sono problemi di sorta.

Così, sempre in nome del sacrosanto libero mercato, Mediaset potrebbe appropriarsi del format "affari tuoi" semplicemente non facendo rinnovare il contratto Rai-Endemol (o più callidamente alzando le tariffe così da renderlo infruttuoso). Come potrebbe rispondere la Rai ? In nessun modo.

Ovviamente non sono il primo a "pensar male", qualcuno ha provato a fare la stessa domanda a Piersilvio Berlusconi e la risposta è stata:

"Da qui in avanti farò il tifo perché la Rai abbia un programma Endemol di successo in più, e non certo uno in meno".

Un po' come se uno si comprasse la Lazio per poi tifare la Roma insomma, mi sembra un ragionamento furbo e onesto !

Un po' come quando ci fu detto che con i contratti di lavoro a progetto, permettendo di licenziare velocemente i lavativi dalle aziende, sarebbe stato più facile farsi assumere in virtù di una sana meritocrazia. Che poi il lavoro precario ci ha trasformati in schiavi a contratto senza futuro è stato solo un incidente di percorso.

Resta a noi italiani decidere se fidarsi delle promesse bonarie di un manager, comunque vincolate alle leggi di mercato presenti e future... oppure a quanto sancito nei contratti inchiostrati nero su bianco.

Con una sola differenza: nelle promesse bonarie non ci sono penali da pagare quando cambia il vento.


Saluti

Massimo De Disprezzo

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lunedì 14 maggio 2007

Vodafone per sempre

Prologo:

Vodafone pubblicizza:

Il superpremio permetterà a te e a 3 amici Vodafone a tua scelta di parlare GRATIS tra di voi per sempre!*

Più in basso invece:

* Il vincitore potrà scegliere 3 numeri Vodafone con cui parlare GRATIS per
20 anni, i 3 numeri scelti non potranno più essere modificati.


Ma perchè a noi italiani piace essere presi per il culo ?

La wind ha abusato per anni della parola "per sempre" per poi cambiare le carte in tavola ogni lunedi... adesso, giustamente, si accoda Vodafone. Complimenti a chi vigila !

questa volta sarò schematico

if "per sempre" = "20 anni" then
Pubblicità_ingannevole = false
else
Pubblicità_ingannevole = true
end if

Sprezzanti saluti

Massimo De Disprezzo

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giovedì 10 maggio 2007

Prodi e l'università

Speravo di poter lasciare silente il blog ma non ci sono riuscito... oggi ho letto quello che mai mi sarei sognato di leggere su "La Repubblica".

Pare che in un lampo di lucida follia il rappresentante in carica degli italiani abbia proferito:

"Per laurearsi devono essere necessari sei mesi trascorsi in un altro paese europeo. I sei mesi potranno anche essere lavorativi in azienda, nelle pubbliche amministrazioni o nel servizio civile"

Per fortuna il ministro dell'università Fabio Mussi è rimasto cauto sul da farsi.

I problemi delle università italiane sono molti, e non si può certo rimediare mandando gli studenti all'estero. Credo che Prodi abbia perso di vista l'obiettivo delle università, ovvero sfornare gente PRONTA ad entrare nel mondo del lavoro a pieno titolo e non pronta per stage gratuiti, master carissimi (con ovvi stage gratuiti al seguito), o "vacanze" all'estero.

Non discuto su quanto sia importante allargare i propri orizzonti viaggiando. Viaggiare è una esperienza fantastica che permette una crescita interna e culturale che nessun libro potrà mai apportare.

Io mi soffermo sulla paventata imposizione di Prodi. Se il governo fosse capace di creare posti di lavoro, sarei ben lieto di andare a zonzo in europa, e nei posti che più mi aggradano, con le mie prime ferie.

Se il governo vuole invece ritardare a tutti i costi il mio ingresso nel mondo del lavoro facendomi fare, per esempio, il servizio civile all'estero, vuol dire che non è capace di creare posti di lavoro, non è capace di restituire alle università il ruolo che dovrebbero avere e non è capace di vedere le finanze dei giovani che frequentano le università.

Come può un politico essere così distante dalla realtà ? Ci sono, ci fanno o non si rendono conto ?

Saluti

Massimo De Disprezzo
Ex votante dell'unione

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martedì 8 maggio 2007

Quel maledetto scatto alla risposta

Dovendo cambiare gestore di telefonia mobile per punire l'opinabile comportamento di Wind, ho fatto, mio malgrado, delle ricerche nei luoghi più infidi del web: siti dove i sorrisi, le belle donne e i layout grafici nascondono i contenuti, ovvero i siti dei gestori di telefonia. Questi dovrebbero ESCLUSIVAMENTE mostrare un elenco di tariffe e servizi, invece, come i peggiori vigliacchi, nascondono le loro abominevoli tariffe o dietro tette e culi o dietro improbabili bonus tipo "10 miliardi di suonerie in 3 giorni".
La buca dove dove ci troviamo è veramente profonda.

Premessa:
Coloro che possiedono un cellulare si distinguono in due categorie: quelli che conoscono a memoria tutte le tariffe di tutti i gestori (anche esteri) e coloro che non se ne importano nulla. Per un breve periodo della mia vita ho provato a far parte della prima categoria ma quando iniziai a incasinarmi con le SIM (togli e metti, rimetti e ritogli) decisi di avere un solo numero e di scegliere un'unica tariffa che mi semplificasse la vita. Oggi ho cercato nei 4 gestori nazionali una tariffa senza scatto alla risposta, tariffata a secondi, secondo il principio tanto caro del "pago quello che consumo".

Ho immediatamente escluso tariffe rinnovabili, opzioni che oggi ci sono e domani chissà, tariffe vincolate a riti voodoo o famigerati trucchetti del tipo SOLVE ET REPETE. Non voglio anticipare nulla, non voglio nessun rimborso dopo e non me ne frega nulla di tariffe che il giovedì mi fanno parlare gratis nelle ore dispari.

Analisi:
Chiarito il concetto ne esce un quadro desolante.

Tim Club- 19 cent al minuto. SMS 15 cent ( circa 50 righe di note piccole)
Wind - 24 cent al minuto. SMS 15 cent (poche righe di note piccole)
Tre - Non possiede tariffa senza scatto alla risposta
Vodafone easy day - 15 centesimi al minuto. SMS 15 cent (circa 75 righe di note piccole)

Sembrerebbe che Vodafone sia la più conveniente !

In realtà la tariffa vale solo se si fa almeno una ricarica al mese. Questa è una palese violazione del decreto Bersani. Tre ha dovuto eliminare la power ricarica e VodaFogn si inventa lo stesso meccanismo (paghi di meno se lo usi in meno tempo) scrivendolo al contrario. Ma l'antitrust che cosa fa ? dorme ? intasca mazzette ? si gratta ?

riporto il comma 1 dell'articolo 1 del DL 7/2007


1. Al fine di favorire la concorrenza e la trasparenza delle tariffe, di garantire ai consumatori finali un adeguato livello di conoscenza sugli effettivi costi del servizio, nonché di facilitare il confronto tra le offerte presenti sul mercato, è vietata, da parte degli operatori della telefonia mobile, l'applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate, anche via bancomat o in forma telematica, aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico richiesto, nonché la previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico acquistato.


Nel caso della Power Ricarica si disponeva di credito superiore qualora lo si fosse utilizzato in un ambito di tempo ristretto.
Nel caso di Vodafogn si ha una tariffa scontata SE si ricarica in un ben determinato ambito temporale.
Mi sembra esattamente la stessa cosa.

All'estero la situazione è ancora peggiore (incredibile ma vero)
Francia
SFR:
Se ricarichi 95€ te ne regalano altri 30 !
0,55 cent al minuto. SMS 10 cent

Inghilterra
Orange
22 cent al minuto CON scatto alla risposta di 22 cent (al cambio odierno dato che usano la sterlina)
non sono riuscito a trovare una tariffa senza scatto !


Ci salveranno i gestori virtuali di telefonia mobile ? Coopvoce e Carrefour dovrebbero partire in primavera. Faranno resuscitare la concorrenza ? Con questa triste analisi spero di chiudere i miei post sul mondo GSM. I gestori di telefonia in fondo sono come gli avvocati, meglio non averli tra i piedi.

Saluti

Massimo De Disprezzo

www.maxdisprezzo.com

domenica 6 maggio 2007

Da oggi sono google-diffidente

Avrei voluto preparare un brevissimo post sul perverso mondo delle tariffe dei gestori di telefonia mobile ma richiederà più tempo del previsto. Quello dei gestori di telefonia è un mondo oscuro. TIM fa finta di creare le offerte "TRASPARENTI" e poi solo quando vai nel sito ti accorgi che ti vuole inclinare di 90° . Wind crede di poter accalappiare nuove SIM sparandoci Aldo, Giovanni e Giacomo a tutto volume nelle orecchie (ma qualcuno ha capito cosa pubblicizzano?). Vodafone ha concepito, grazie Bersani, delle tariffe orripilanti e incredibilmente mutevoli. Tre sta calando la cresta. Dopo aver provato per 3 anni a sfondare con la video-chiamata si deve essere resa conto che del flusso video non gliene frega niente a nessuno; quindi cerca di volare basso con delle tariffe LEGGERMENTE sotto la media.

Ma questa è solo una preview di una mia prossima disprezzante analisi. Oggi scrivo solo per segnalare ai miei 5 lettori che:
- Questo Blog è ospitato in parte da BLOGGER che è una società di Google
- L'email associata al servizio di BLOGGER è una casella @gmail (obbligatoriamente). Gmail è un servizio di Google.
- Per fare ricerche per i miei articoli uso Google.
- Le statistiche su questo sito sono un servizio offerto da Google ( Google Analytics ).
- I video che ho incluso nel Blog in un precedente post sono ospitati su YOUTUBE che è di Google.
- I Banner presenti su questo sito (i cui guadagni dovrebbero spingermi a scrivere) fanno parte di un servizio di Google. Google Adsense per l'appunto.

Questo accentramento dei poteri non mi piace e non dovrebbe piacere a nessuno con un minimo di cervello.

Da oggi sono ufficialmente Google-Diffidente. E' arrivato il momento di dare una seconda chance agli altri motori di ricerca.

Saluti

Massimo De Disprezzo

www.maxdisprezzo.com

venerdì 4 maggio 2007

Caro Bersani ti scrivo

Esimio rappresentante del popolo italiano, gradirei raccontarle come il suo decreto (contro i costi di ricarica) ha influito sulle mie finanze.

Non voglio addentrarmi in inutili discussioni PRO o CONTRO i costi di ricarica. Mi sembra ovvia la risposta: i costi di ricarica non piacciono a nessuno, e dopotutto esistevano solo in italia !

Non voglio neanche analizzare come è stato realizzato il suo decreto o come avrebbe potuto essere realizzato. Legiferare non riguarda le mie competenze, se lei è al governo probabilmente ritiene di saperlo fare e ha convinto di questo tutti i suoi elettori. Chi sono io per giudicare il suo decreto ?

Voglio soltanto, come preannunciato, raccontarle di come il suo decreto ha influito su tutti quegli utenti del gestore "WIND" che abitualmente ricaricavano il cellulare con tagli over 50 €.

Io, insieme senza dubbio a decine di migliaia di persone, scelsi il gestore "WIND" anche per la possibilità di non pagare l'odioso balzello. Adesso che il balzello non c'è più "WIND" mi ha cambiato, unilateralmente, la tariffa che avevo da anni con una peggiorativa. ( Da Wind 10 a Wind 12 ! anche il nome è tutto un programma )

Era questo l'intento che voleva raggiungere con il suo decreto ? Far alzare le tariffe telefoniche in italia ?
Lei non lo paga il cellulare vero ? Lei sa come sono tariffate le sue telefonate ? E quelle dei suoi familiari ?

Ora mi domando, se il suo intento NON era quello di far alzare le tariffe per milioni di italiani, come intende rimediare ?

Non tutte le ciambelle riescono con il buco e mi sembra anche plausibile che un decreto necessiti di un "aggiustamento del tiro" ma ora le ha approntate le contromisure contro questi gestori cattivi ?

Voglio dire, il decreto porta il suo nome, l'ha scritto lei, si è sicuramente battuto in aula come un leone per farlo approvare, ha sfidato le lobby delle compagnie telefoniche e ora che "scopre" che i gestori hanno aggirato il testo in millemila modi diversi come intende rimediare ?

Il pasticcio l'ha fatto Lei, ora è moralmente obbligato a darci una risposta o ad ammettere la sua incompetenza.

Saluti

Massimo De Disprezzo

www.maxdisprezzo.com

mercoledì 2 maggio 2007

Ci si mettono anche i cellulari

Oggi parlerò di un altro lampante esempio di pressapochismo che, ahimè, riguarda una azienda che da molto tempo è riuscita a fidelizzarmi: Nokia.

I miei ultimi 3 cellulari erano marchiati Nokia per una serie di motivi che non sto qui ad elencare. L'ultimo mio cellulare ( un Nokia 6234 ) aveva però qualcosa di "sospetto". C'era qualcosa in questo fantastico cellulare che mi impediva di considerarlo perfetto, eppure non riuscivo a capire bene che cosa, non riuscivo a mettere a fuoco il particolare mancante. E in effetti si trattava proprio di un problema di messa a fuoco !

No, non parlo della inutile fotocamera dai colori sbiaditi che ci rifilano su ogni cellulare, parlo del display e del suo inutile quanto fastidioso effetto ad intermittenza che accompagna le funzioni della sveglia ( e non solo).

Vorrei sapere quale mente malata è riuscita a concepire una sveglia dove, non solo la retroilluminazione del display si accende ad intermittenza, ma anche lo stesso orario visualizzato appare ad intermittenza ( senza peraltro essere sincronizzato con la retroilluminazione !).

Solo un esempio pratico come il video sottostante, appositamente realizzato per questo post, può permettere ai visitatori di capire cosa provo ogni mattina quando, mezzo rincoglionito, cerco disperatamente di vedere l'orario per capire se posso rinviare la sveglia di qualche minuto o devo schizzare in piedi come un grillo.





Il furbissimo ingegnere che ha deciso questa entusiasmante intermittenza si becca regolarmente i miei insulti, non solo ogni mattina, ma anche ogni volta che, attivando la modalità silenziosa ricevo una telefonata. Segue un altro video di esempio quando ricevo una telefonata.





Non ci sono veramente parole per descrivere una idiozia così piccola e allo stesso tempo così grande. Cosa avrebbe comportato lasciare il display sempre acceso ? un consumo di batteria dell' 1% maggiore ?

Un punto percentuale della durata della batteria supera forse la necessità di leggere l'orario della sveglia o di vedere chi diavolo mi sta chiamando ?

Saluti

Max Disprezzo