Signor Rovagnati, come mai ha fondato uno stabilimento ad Arcore proprio di fronte ad una grandissima villa ? - Ma è ovvio, ci vive il porco più grasso d'Italia ! :-)
(foto)
Massimo De Disprezzo
Tristemente mi accingo ad elencare in questo piccolo e anonimo rifugio digitale tutte le contraddizioni di un'epoca dominata da uomini violentemente ignari delle potenzialità intellettuali e tecnologiche.
giovedì 29 novembre 2007
mercoledì 28 novembre 2007
Forza Italia è un ectoplasma. No, smentisco
appena 6 giorni dopo...
ROMA
Forza Italia non si scioglie. Il futuro Partito del Popolo della libertà non sostituirà la creatura di Silvio Berlusconi ma sarà una sorta di rete nella quale potranno confluire o confederarsi altri partiti e singoli cittadini. È questo l’esito di una riunione convocata questa mattina da Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli dove il Cavaliere ha riunito i vertici del partito e numerosi esponenti di via dell’Umiltà. Il canovaccio del nuovo rassemblement, spiegano fonti azzurre, sarà improntato sul modello del Partito popolare europeo dove vari soggetti politici di ispirazione moderata partecipano ognuno con la propria identità.
martedì 27 novembre 2007
Mediaset: the box game
Credo che a volte sia giusto anche aggiornare il blog con poche righe.
Poichè ho lo stesso fuso orario del conte Dracula, in questi giorni mi è capitato di vedere una nuova trasmissione di italia 1: The Box Game.
Essenzialmente la trasmissione è semplice, a video appare un quiz banale, e i due presentatori di turno cercano di convincere la gente a chiamare per entrare in trasmissione. ATTENZIONE PERO' !!
I presentatori spesso dicono che alle 2 di notte non chiamano molte persone, ed effettivamente guardando la trasmissione sembra che non chiami nessuno. I presentatori fanno giri e giri di parole per colmare i vuoti, quasi fanno tenerezza quando non sanno cosa dire. In realtà moltissime persone chiamano, pagano 1,20 euro per la telefonata e si sentono rispondere: spiacente, il "camerino virtuale" è pieno. RITENTA.
Morale: Se per caso avete la soluzione e sembra che nessuno stia chiamando... beh... fossi in voi eviterei di sovvenzionare suddetta trasmissione di euro 1,20.
Massimo De Disprezzo
martedì 20 novembre 2007
Sulla settima potenza mondiale
Un giorno qualcuno ci chiederà come ha fatto la settima potenza mondiale a perdere il treno della competitività. Quel fatidico giorno a ognuno di noi toccherà trovare una giustificazione, ma non con gli amici del bar, con i nostri futuri nipotini.
Certamente potremo dare la colpa all'esistenza delle "corporazioni". Potremo raccontare che l'inizio di tutti i mali del giornalismo erano scaturiti da questo ordine di sapore medievale che, in Italia, non è mai stato abolito. I giornalisti esteri che non hanno il pass della "stampa", ci fanno notare ad ogni festa del cinema di venezia, che è difficile intervistare i divi di hollywood; Noi siamo sordi. Siamo protezionisti.
Noi italiani siamo contenti di vivere nelle caste chiuse, perchè altrimenti, dal primo tentativo di Francesco Crispi, nel 1888, saremmo riusciti ad abolire l'Ordine dei farmacisti. Siamo nel 2007 il numero di farmacie in italia è fisso, da tramandare di padre in figlio.
Le corporazioni ci piacciono perchè siamo italiani; ci piace aguzzare l'ingegno per entrare e poi vivere di rendita. L'ordine dei Notai ci piace, al pari di quello degli ingegneri, degli architetti, degli avvocati, dei geologi, dei medici, dei dottori commercialisti, dei geometri, dei consulenti del lavoro, dei promotori finanziari e dei dottori agronomi e dottori forestali.
Far parte di una di queste corporazioni ci ripaga di tutte le vessazioni che subiamo quando vogliamo farne parte... è indubbio, altrimenti le avremmo già abolite no ?
Come far combaciare l'esistenza di corporazioni, a volte a numero chiuso, con un sistema in teoria capitalistico è un mistero.
Perchè lo stato aiuta il cinema italiano obbligando le emittenti televisive a destinare ALMENO il 10% dei loro introiti pubblicitari alle produzioni cinematografiche ?
Secondo i dati del ministero dei beni culturali, tra il 2001 e il 2005 sono stati distribuiti 428 milioni di euro di finanziamenti per "supportare" in modo chiaramente assistenzialistico ben 243 film, di cui 50 non sono mai neanche arrivati nelle sale cinematografiche. 40 invece hanno raccolto al botteghino meno di 5.000 biglietti.
Perchè quando compro un prodotto pubblicizzato in tv devo supportare i film italiani di serie C ? Il capitalismo dice altro.
Perchè Google decide di escludere l'italia dallo sviluppo di Android ?
Perchè a noi italiani piace complicare le carte in tavole per poter sempre apparire disponibili quando, dal mucchio, troviamo quella giusta.
Ci piace dire tante versioni di uno stesso fatto perchè possiamo sempre precisare dopo, non per niente non abbiamo mai finito una guerra con lo stesso alleato con cui l'abbiamo iniziata.
Probabilmente risponderò in questo modo modo ai miei nipoti, però dubito che capiranno.
Massimo De Disprezzo
blog: www.maxdisprezzo.com
Certamente potremo dare la colpa all'esistenza delle "corporazioni". Potremo raccontare che l'inizio di tutti i mali del giornalismo erano scaturiti da questo ordine di sapore medievale che, in Italia, non è mai stato abolito. I giornalisti esteri che non hanno il pass della "stampa", ci fanno notare ad ogni festa del cinema di venezia, che è difficile intervistare i divi di hollywood; Noi siamo sordi. Siamo protezionisti.
Noi italiani siamo contenti di vivere nelle caste chiuse, perchè altrimenti, dal primo tentativo di Francesco Crispi, nel 1888, saremmo riusciti ad abolire l'Ordine dei farmacisti. Siamo nel 2007 il numero di farmacie in italia è fisso, da tramandare di padre in figlio.
Le corporazioni ci piacciono perchè siamo italiani; ci piace aguzzare l'ingegno per entrare e poi vivere di rendita. L'ordine dei Notai ci piace, al pari di quello degli ingegneri, degli architetti, degli avvocati, dei geologi, dei medici, dei dottori commercialisti, dei geometri, dei consulenti del lavoro, dei promotori finanziari e dei dottori agronomi e dottori forestali.
Far parte di una di queste corporazioni ci ripaga di tutte le vessazioni che subiamo quando vogliamo farne parte... è indubbio, altrimenti le avremmo già abolite no ?
Come far combaciare l'esistenza di corporazioni, a volte a numero chiuso, con un sistema in teoria capitalistico è un mistero.
Perchè lo stato aiuta il cinema italiano obbligando le emittenti televisive a destinare ALMENO il 10% dei loro introiti pubblicitari alle produzioni cinematografiche ?
Secondo i dati del ministero dei beni culturali, tra il 2001 e il 2005 sono stati distribuiti 428 milioni di euro di finanziamenti per "supportare" in modo chiaramente assistenzialistico ben 243 film, di cui 50 non sono mai neanche arrivati nelle sale cinematografiche. 40 invece hanno raccolto al botteghino meno di 5.000 biglietti.
Perchè quando compro un prodotto pubblicizzato in tv devo supportare i film italiani di serie C ? Il capitalismo dice altro.
Perchè Google decide di escludere l'italia dallo sviluppo di Android ?
Perchè a noi italiani piace complicare le carte in tavole per poter sempre apparire disponibili quando, dal mucchio, troviamo quella giusta.
Ci piace dire tante versioni di uno stesso fatto perchè possiamo sempre precisare dopo, non per niente non abbiamo mai finito una guerra con lo stesso alleato con cui l'abbiamo iniziata.
Probabilmente risponderò in questo modo modo ai miei nipoti, però dubito che capiranno.
Massimo De Disprezzo
blog: www.maxdisprezzo.com
sabato 17 novembre 2007
Sui totalitarismi
A volte mi piace riempire il blog citando degli scrittori famosi. Sono sempre pezzi presi da autori diversi che mi colpiscono per qualche motivo e mi ricordano, ogni volta di più, che la lettura, insieme alla parola, è l'unica cosa che ci differenzia dagli animali.
Il pezzo di oggi viene dal libro "l'insostenibile leggerezza dell'essere" di Milan Kundera
E raro che poche righe sappiano sprigionare così tante idee nella mente del lettore. Bravo Mr Kundera.
Il pezzo di oggi viene dal libro "l'insostenibile leggerezza dell'essere" di Milan Kundera
Un paio d'anni dopo aver lasciato la Boemia, si trovò del tutto casualmente a Parigi, proprio nell'anniversario dell'invasione russa. Si teneva una manifestazione di protesta e lei non potè fare a meno di parteciparvi. I giovani francesi sollevavano il pugno urlando slogan contro l'imperialismo sovietico. Quegli slogan le piacevano, ma all'improvviso scoprì con stupore di non essere capace di gridare insieme agli altri. Non resistette nel corteo che pochi minuti.
Confidò quell'esperienza agli amici francesi. Ne furono stupefatti: "Ma allora tu non vuoi lottare contro l'occupazione del tuo paese ?". Lei voleva dir loro che dietro il comunismo, dietro il fascismo, dietro tutte le occupazioni e tutte le invasioni si nasconde un male ancora più fondamentale e universale, e che l'immagine di quel male era per lei un corteo di gente che marcia levando il braccio e gridando all'unisono le stesse sillabe. Ma sapeva che non sarebbe riuscita a spiegarglielo.
E raro che poche righe sappiano sprigionare così tante idee nella mente del lettore. Bravo Mr Kundera.
mercoledì 14 novembre 2007
Alla cortese attenzione del direttore del TG1 Gianni Riotta
Alla cortese attenzione del direttore del TG1 Gianni Riotta,
Quasi abitudinariamente la sera osservo il suo telegiornale e mi interrogo sul criterio che usate per la scaletta delle notizie.
Non solo non riesco a capire perchè si passa spesso dalla politica estera, al calcio, alla cronaca, ai gadget trovati in rete e ai servizi che riprendono i monitor dei giornalisti che navigano in internet, ma, oggi 13 novembre, mi vedo costretto a scrivervi perchè avete davvero toccato il fondo.
Non capisco perchè non è stato mandato in onda l'intervento che Beppe Grillo ha rilasciato al parlamento europeo sul tema dei finanziamenti europei. Lo speaker, da noi pagato con il canone, ha appena accennato la notizia in pochi secondi per poi passare all'analisi di una completissima rassegna teatrale su pinocchio e su un video trovato tramite youtube che spiega come aprire un ipod per riparlarlo.
Non capisco perchè noi italiani dobbiamo andare a cercare le notizie in giro per la rete e non possiamo ascoltare gli interventi di Grillo, di Giulietto Chiesa e di De Magistris che parlano al parlamento europeo.
Pesando l'importanza degli argomenti di cui sopra sulla bilancia della ragionevolezza, qualsiasi *aspirante* giornalista avrebbe trattato meglio gli argomenti di rango europeo.
E pensare che appena pochi giorni addietro il vostro speaker si è fatto, da solo, i complimenti per rappresentare il telegiornale leader dell'informazione...
Provi a mandare il suo curriculum a Zelig, farebbe un piacere a loro e a noi !!!
Massimo De Disprezzo
blog: www.maxdisprezzo.com
AGGIORNAMENTO del 14 novembre
Il discorso di Beppe Grillo, De Magistris e Giulietto chiesa viene condensato in 20 secondi ( dal minuto 26.42 a 27.02) per fare spazio alla nuova veste grafica del corriere della sera ( 1 minuto e 11 sec), al centenario della Mondadori ( 22 secondi ), a dei filmati di Youtube su come riparare l'Ipod ( 1 minuto e 23 secondi ) e ad una rassegna teatrale su pinocchio ( 1 minuto e 28 secondi ).
Semplicemente VERGOGNOSO. Scrivete a Riotta ( mailto:tg1_direzione@rai.it ) e protestate, il canone lo pagate anche voi !!!
Quasi abitudinariamente la sera osservo il suo telegiornale e mi interrogo sul criterio che usate per la scaletta delle notizie.
Non solo non riesco a capire perchè si passa spesso dalla politica estera, al calcio, alla cronaca, ai gadget trovati in rete e ai servizi che riprendono i monitor dei giornalisti che navigano in internet, ma, oggi 13 novembre, mi vedo costretto a scrivervi perchè avete davvero toccato il fondo.
Non capisco perchè non è stato mandato in onda l'intervento che Beppe Grillo ha rilasciato al parlamento europeo sul tema dei finanziamenti europei. Lo speaker, da noi pagato con il canone, ha appena accennato la notizia in pochi secondi per poi passare all'analisi di una completissima rassegna teatrale su pinocchio e su un video trovato tramite youtube che spiega come aprire un ipod per riparlarlo.
Non capisco perchè noi italiani dobbiamo andare a cercare le notizie in giro per la rete e non possiamo ascoltare gli interventi di Grillo, di Giulietto Chiesa e di De Magistris che parlano al parlamento europeo.
Pesando l'importanza degli argomenti di cui sopra sulla bilancia della ragionevolezza, qualsiasi *aspirante* giornalista avrebbe trattato meglio gli argomenti di rango europeo.
E pensare che appena pochi giorni addietro il vostro speaker si è fatto, da solo, i complimenti per rappresentare il telegiornale leader dell'informazione...
Provi a mandare il suo curriculum a Zelig, farebbe un piacere a loro e a noi !!!
Massimo De Disprezzo
blog: www.maxdisprezzo.com
AGGIORNAMENTO del 14 novembre
Il discorso di Beppe Grillo, De Magistris e Giulietto chiesa viene condensato in 20 secondi ( dal minuto 26.42 a 27.02) per fare spazio alla nuova veste grafica del corriere della sera ( 1 minuto e 11 sec), al centenario della Mondadori ( 22 secondi ), a dei filmati di Youtube su come riparare l'Ipod ( 1 minuto e 23 secondi ) e ad una rassegna teatrale su pinocchio ( 1 minuto e 28 secondi ).
Semplicemente VERGOGNOSO. Scrivete a Riotta ( mailto:tg1_direzione@rai.it ) e protestate, il canone lo pagate anche voi !!!
martedì 13 novembre 2007
Sulle registrazioni obbligatorie
Sono passati 6 mesi dal mio ultimo articolo sulle registrazioni obbligatorie. E' ora di ritornarci.
La situazione non è migliorata purtroppo. Sempre più siti chiedono una registrazione anche per poter solo visionare gli articoli presenti all'interno. Questa è follia, pura follia !
il 99% delle volte premo il tasto backspace e faccio girare i tacchi al mio browser. Un mio vecchissimo indirizzo email di posta riceve oltre 100 email di spam al giorno e non ho intenzione di "rovinare" i miei account ancora sani.
Spesso e volentieri utilizzo un account del webmaster del sito che mi chiede la registrazione. Se mi devo registrare sul sito www.esempio.it inserisco come email: info@esempio.it .
Chi è causa del suo mal...
Purtroppo alcuni webmaster si sono fatti furbi e mandano in email un link da cliccare. E noi utenti ? rimaniamo a guardare ? No, è sufficiente usare un servizio di email temporanea. Ce ne sono molti ma spesso uso con successo questo.
10minutemail.com è un sito fantastico, permette di creare una email valida per soli 10 minuti.
E' sufficiente andare nel sito e cliccare sull'unico link bene in vista. Se non vi ricordate il link potete sempre inserire le parole 10 minute mail su google e ritroverete il sito al primo colpo.
Semplice, geniale e veloce.
Ricordate solo di non usare questo servizio quando usate la carta di credito per fare acquisti...
Massimo De Disprezzo
La situazione non è migliorata purtroppo. Sempre più siti chiedono una registrazione anche per poter solo visionare gli articoli presenti all'interno. Questa è follia, pura follia !
il 99% delle volte premo il tasto backspace e faccio girare i tacchi al mio browser. Un mio vecchissimo indirizzo email di posta riceve oltre 100 email di spam al giorno e non ho intenzione di "rovinare" i miei account ancora sani.
Spesso e volentieri utilizzo un account del webmaster del sito che mi chiede la registrazione. Se mi devo registrare sul sito www.esempio.it inserisco come email: info@esempio.it .
Chi è causa del suo mal...
Purtroppo alcuni webmaster si sono fatti furbi e mandano in email un link da cliccare. E noi utenti ? rimaniamo a guardare ? No, è sufficiente usare un servizio di email temporanea. Ce ne sono molti ma spesso uso con successo questo.
10minutemail.com è un sito fantastico, permette di creare una email valida per soli 10 minuti.
E' sufficiente andare nel sito e cliccare sull'unico link bene in vista. Se non vi ricordate il link potete sempre inserire le parole 10 minute mail su google e ritroverete il sito al primo colpo.
Semplice, geniale e veloce.
Ricordate solo di non usare questo servizio quando usate la carta di credito per fare acquisti...
Massimo De Disprezzo
domenica 4 novembre 2007
Prova su strada di gOS
In rete c'è un po' di stupore per un sistema operativo alternativo a Windows denominato gOS.
Tecnicamente è un clone di ubuntu. Praticamente è un tentativo di creare un sistema operativo semplice, con poche funzioni, con grafica accattivante e leggera. Insomma esattamente quello che serve per continuare ad usare un vecchio pc e cederlo alla mamma o al papà che vogliono solo navigare o leggere la posta e vedere i powerpoint ricevuti in email.
WindowsXP non è il sistema operativo ideale per queste operazioni. Ha un prezzo proibitivo, necessita di continui aggiornamenti, gli serve un firewall, un antivirus ed un antispyware. Tutti software che rallentano il pc.
Linux, e tutti i suoi ultimi "derivati" come Ubuntu, rappresenta la scelta migliore per un pc che deve fare solo determinate operazioni.
Intendiamoci, Linux è il sistema operativo che permette di fare più cose in assoluto, ma esistono molte distribuzioni che sono puntate a semplificarne l'utilizzo per i non addetti ai lavori.
Ubuntu è il giusto mix tra praticità d'uso e versatilità.
gOS è un "derivato" di ubuntu che vorrebbe essere solo pratico.
Purtroppo lo devo bocciare.
Nonostante abbia una interfaccia gradevole (seppur poco leggibile), nonostante sia venduto da wallmart, in usa, insieme ad un pc da 199 dollari, non è davvero user-friendly come promette.
Ecco i difetti che ho riscontrato dopo l'installazione sul mio notebook Acer di scorta:
1) Appena terminata l'installazione non mi ha spento il pc ma solo il monitor. Ho risolto tenendo premuto il tasto di spegnimento per 4 secondi.
E' un difettuccio di poco conto ma che contribuisce ad abbassare la cosidetta "qualità percepita" dall'utente comune.
2) Appena eseguito il primo login chiede la password 2 volte. Stesso difetto di poco conto come sopra.
3) Le finestre hanno i tasti "minimizza, ingrandisci, chiudi" a sinistra e non a destra come il 99% dei sistemi operativi del mondo. Solo Mac OS e pochi altri hanno quei tastini in alto a sinistra e non a destra. Perchè un sistema operativo che vuole essere "facile" vuole costringere gli utenti a fare i km con il mouse per chiudere una finestra ? Esistono degli standard di fatto ? rispettiamoli !
4) Ho per sbaglio cancellato la barra delle applicazione in basso. Ho cliccato con il tasto destro su un programma che non mi serviva ed è uscita la scritta: "remove gadget? " - e io - "si!".
Mi ha cancellato tutta la barra delle applicazioni e in 15 minuti persi dentro al menù non sono riuscito a farla riapparire. Grave difetto !
5) Avrei voluto creare un secondo account per la Zia. Il menù per aggiungere utenti al sistema gOS non l'ho trovato. Il che è grave, gravissimo !
6) Dulcis in fundo il tasto di spegnimento e/o logout è nascosto in sottomenu. Chi glielo spiega al cugino che, per spegnere il pc quando ha finito, si deve cliccare su START -> MyGOS -> Shutdown ? Questo tasto dovrebbe essere grande e visibile. Difetto grave, gravissimo !
Per questi ed altri motivi il sistema gOS è stato da me bocciato.
Adesso sto provando ad installare xubuntu, una versione di ubuntu più leggera, pensata per i pc non più moderni.
distinti saluti
Massimo De Disprezzo
blog: www.maxdisprezzo.com
Tecnicamente è un clone di ubuntu. Praticamente è un tentativo di creare un sistema operativo semplice, con poche funzioni, con grafica accattivante e leggera. Insomma esattamente quello che serve per continuare ad usare un vecchio pc e cederlo alla mamma o al papà che vogliono solo navigare o leggere la posta e vedere i powerpoint ricevuti in email.
WindowsXP non è il sistema operativo ideale per queste operazioni. Ha un prezzo proibitivo, necessita di continui aggiornamenti, gli serve un firewall, un antivirus ed un antispyware. Tutti software che rallentano il pc.
Linux, e tutti i suoi ultimi "derivati" come Ubuntu, rappresenta la scelta migliore per un pc che deve fare solo determinate operazioni.
Intendiamoci, Linux è il sistema operativo che permette di fare più cose in assoluto, ma esistono molte distribuzioni che sono puntate a semplificarne l'utilizzo per i non addetti ai lavori.
Ubuntu è il giusto mix tra praticità d'uso e versatilità.
gOS è un "derivato" di ubuntu che vorrebbe essere solo pratico.
Purtroppo lo devo bocciare.
Nonostante abbia una interfaccia gradevole (seppur poco leggibile), nonostante sia venduto da wallmart, in usa, insieme ad un pc da 199 dollari, non è davvero user-friendly come promette.
Ecco i difetti che ho riscontrato dopo l'installazione sul mio notebook Acer di scorta:
1) Appena terminata l'installazione non mi ha spento il pc ma solo il monitor. Ho risolto tenendo premuto il tasto di spegnimento per 4 secondi.
E' un difettuccio di poco conto ma che contribuisce ad abbassare la cosidetta "qualità percepita" dall'utente comune.
2) Appena eseguito il primo login chiede la password 2 volte. Stesso difetto di poco conto come sopra.
3) Le finestre hanno i tasti "minimizza, ingrandisci, chiudi" a sinistra e non a destra come il 99% dei sistemi operativi del mondo. Solo Mac OS e pochi altri hanno quei tastini in alto a sinistra e non a destra. Perchè un sistema operativo che vuole essere "facile" vuole costringere gli utenti a fare i km con il mouse per chiudere una finestra ? Esistono degli standard di fatto ? rispettiamoli !
4) Ho per sbaglio cancellato la barra delle applicazione in basso. Ho cliccato con il tasto destro su un programma che non mi serviva ed è uscita la scritta: "remove gadget? " - e io - "si!".
Mi ha cancellato tutta la barra delle applicazioni e in 15 minuti persi dentro al menù non sono riuscito a farla riapparire. Grave difetto !
5) Avrei voluto creare un secondo account per la Zia. Il menù per aggiungere utenti al sistema gOS non l'ho trovato. Il che è grave, gravissimo !
6) Dulcis in fundo il tasto di spegnimento e/o logout è nascosto in sottomenu. Chi glielo spiega al cugino che, per spegnere il pc quando ha finito, si deve cliccare su START -> MyGOS -> Shutdown ? Questo tasto dovrebbe essere grande e visibile. Difetto grave, gravissimo !
Per questi ed altri motivi il sistema gOS è stato da me bocciato.
Adesso sto provando ad installare xubuntu, una versione di ubuntu più leggera, pensata per i pc non più moderni.
distinti saluti
Massimo De Disprezzo
blog: www.maxdisprezzo.com
sabato 3 novembre 2007
Sull'intermediazione
Intermediario secondo il De Mauro significa: chi presta la propria opera professionale, facilitando l’instaurarsi e il concludersi di una trattativa.
Riflettendoci anche pochi secondi viene naturale constatare che il punto di forza dell'intermediario si basa sulla conoscenza.
Quado cerchiamo casa, quando vogliamo comprare un computer nuovo o anche quando vogliamo comprare un disco musicale, per forza di cose ci rechiamo da un intermediario, ovvero da chi, con le sue conoscenze sa aiutarci nella scelta e/o proporci direttamente quello che ci serve facendoci risparmiare un sacco di tempo.
La figura dell'intermediario è ovviamene nota fin dall'antichità ed è insita nella stessa categoria dei mercanti. Qualsiasi commerciante è un intermediario tra il produttore e il consumatore, ed è su questo che crea il suo margine.
Cosa potrebbe mai succedere se un giorno però, questo predominio delle informazioni in mano agli intermediari dovesse scontrarsi con un mezzo di comunicazione in grado di collegare direttamente il consumatore con il produttore ?
Se un qualsiasi consumatore, usando internet, potesse ordinare il bene desiderato, direttamente dal reparto vendite della fabbrica produttrice, che fine farebbero gli intermediari ?
A rigor di logica dovrebbero sparire ! La loro opera, fondamentale prima della nascita delle telecomunicazioni si avvia ormai alla pensione. E non parlo per cattiveria !
La tecnologia crea nuove figure lavorative e ne distrugge altre. Quando inventarono l'automobile, nacque la figura del meccanico e sparì quella dei produttori di calessi. Adesso che abbiamo internet la figura dell'intermediario deve sparire.
Purtroppo gli interessi economici che ruotano attorno all'intermediazione sono incalcolabili. Basti pensare alle major discografiche e agli assurdi costi di un cd musicale, se rapportato a quanto entra nelle tasche degli autori. E' il ben noto problema della filiera lunga.
Se sul ricavo di un cd musicale devono spartirsi la torta tanti soggetti tra, designer, produttori, spedizionieri, magazzinieri, negozianti.. è ovvio che il prezzo del bene sarà molto alto !
Illustrato il mio pensiero sull'intermediazione, è molto triste notare che anche le più giovani società della net-economy non riescono ad andare fuori dagli schemi della old-economy.
Pochi giorni fa mi sono collegato ad un sito americano che vende un programma di sviluppo software che mi è indispensabile. Quasi ogni anno compro la nuova versione per gustarmi tutte le migliorie. Quest'ultimo anno ho avuto la sorpresa.
Il sito effettua un semplice controllo sulla provenienza geografica dell'ip. Per gli ip provenienti dall'italia è previsto un redirect forzato ad un sito di una società italiana che ha acquistato i diritti per vendere il suddetto programma in italia.
Risultato ? In america, per gli utenti americani, il software costa 100 dollari; In Italia, invece, 150 euro. Poco importa che l'euro sia valutato 1.44 sul dollaro. Il prezzo l'ha stabilito il rivenditore italiano.
Nella old-economy questo si chiama arbitraggio. Il produttore decide che in germania si vende il bene al prezzo X e in italia si vende al prezzo Y. E' una tecnica lecita e giuridicamente ineccepibile. Ai miei occhi potrebbe anche risultare "corretta" posto che ritengo ragionevole che tra i vari paesi possano esserci costi diversi nei vari soggetti della filiera lunga.
Quello che ritengo inconcepibile è l'applicazione dell'arbitraggio ad un prodotto digitale che in sostanza non possiede alcun costo di intermediazione. Creare ad arte dei costi di intermediazione, a colpi di contratti e di royalties con società terze è un comportamento a mio parere ignobile.
Per quel che mi riguarda l'importatore italiano può morire di fame. Al momento del rinnovo userò un proxy americano e comprerò al prezzo americano.
Fate come me, boicottate gli intermediari che non vi creano valore aggiunto.
Massimo De Disprezzo
blog: www.maxdisprezzo.com
Riflettendoci anche pochi secondi viene naturale constatare che il punto di forza dell'intermediario si basa sulla conoscenza.
Quado cerchiamo casa, quando vogliamo comprare un computer nuovo o anche quando vogliamo comprare un disco musicale, per forza di cose ci rechiamo da un intermediario, ovvero da chi, con le sue conoscenze sa aiutarci nella scelta e/o proporci direttamente quello che ci serve facendoci risparmiare un sacco di tempo.
La figura dell'intermediario è ovviamene nota fin dall'antichità ed è insita nella stessa categoria dei mercanti. Qualsiasi commerciante è un intermediario tra il produttore e il consumatore, ed è su questo che crea il suo margine.
Cosa potrebbe mai succedere se un giorno però, questo predominio delle informazioni in mano agli intermediari dovesse scontrarsi con un mezzo di comunicazione in grado di collegare direttamente il consumatore con il produttore ?
Se un qualsiasi consumatore, usando internet, potesse ordinare il bene desiderato, direttamente dal reparto vendite della fabbrica produttrice, che fine farebbero gli intermediari ?
A rigor di logica dovrebbero sparire ! La loro opera, fondamentale prima della nascita delle telecomunicazioni si avvia ormai alla pensione. E non parlo per cattiveria !
La tecnologia crea nuove figure lavorative e ne distrugge altre. Quando inventarono l'automobile, nacque la figura del meccanico e sparì quella dei produttori di calessi. Adesso che abbiamo internet la figura dell'intermediario deve sparire.
Purtroppo gli interessi economici che ruotano attorno all'intermediazione sono incalcolabili. Basti pensare alle major discografiche e agli assurdi costi di un cd musicale, se rapportato a quanto entra nelle tasche degli autori. E' il ben noto problema della filiera lunga.
Se sul ricavo di un cd musicale devono spartirsi la torta tanti soggetti tra, designer, produttori, spedizionieri, magazzinieri, negozianti.. è ovvio che il prezzo del bene sarà molto alto !
Illustrato il mio pensiero sull'intermediazione, è molto triste notare che anche le più giovani società della net-economy non riescono ad andare fuori dagli schemi della old-economy.
Pochi giorni fa mi sono collegato ad un sito americano che vende un programma di sviluppo software che mi è indispensabile. Quasi ogni anno compro la nuova versione per gustarmi tutte le migliorie. Quest'ultimo anno ho avuto la sorpresa.
Il sito effettua un semplice controllo sulla provenienza geografica dell'ip. Per gli ip provenienti dall'italia è previsto un redirect forzato ad un sito di una società italiana che ha acquistato i diritti per vendere il suddetto programma in italia.
Risultato ? In america, per gli utenti americani, il software costa 100 dollari; In Italia, invece, 150 euro. Poco importa che l'euro sia valutato 1.44 sul dollaro. Il prezzo l'ha stabilito il rivenditore italiano.
Nella old-economy questo si chiama arbitraggio. Il produttore decide che in germania si vende il bene al prezzo X e in italia si vende al prezzo Y. E' una tecnica lecita e giuridicamente ineccepibile. Ai miei occhi potrebbe anche risultare "corretta" posto che ritengo ragionevole che tra i vari paesi possano esserci costi diversi nei vari soggetti della filiera lunga.
Quello che ritengo inconcepibile è l'applicazione dell'arbitraggio ad un prodotto digitale che in sostanza non possiede alcun costo di intermediazione. Creare ad arte dei costi di intermediazione, a colpi di contratti e di royalties con società terze è un comportamento a mio parere ignobile.
Per quel che mi riguarda l'importatore italiano può morire di fame. Al momento del rinnovo userò un proxy americano e comprerò al prezzo americano.
Fate come me, boicottate gli intermediari che non vi creano valore aggiunto.
Massimo De Disprezzo
blog: www.maxdisprezzo.com
giovedì 1 novembre 2007
Sulla censura
Secondo Wikipedia la definizione di censura sarebbe:
Per censura si intende il controllo della comunicazione verbale o di altre forme di espressione da parte di una autorità generalmente associata al potere politico. Nella maggior parte dei casi si intende che tale controllo sia applicato all'ambito della comunicazione pubblica, per esempio quella per mezzo della stampa o dei mass media; ma si può anche riferire al controllo dell'espressione dei singoli.
Contrariamente a quello che possono credere i miei 2 lettori quotidiani, la censura non esiste solo in paesi autoritari o "simil dittatoriali" come la Cina o Cuba. La censura esiste anche in Italia.
Il governo italiano ha più volte imposto ai provider italiani di bloccare l'accesso a determinati siti web. In principio vi erano le sacrosante motivazioni dell'impedire l'accesso a siti pedopornografici. Però, quando si permette di creare il primo anello della catena, diviene facile attaccarci tutti gli altri,e così il Governo si è fatto prendere la mano.
Ad oggi dall'italia risultano inaccessibili, per esempio, un migliaio di siti di scommesse, europei e non, alla faccia della comunità europea.
Pochi giorni addietro Franco Frattini esclamò. E' inutile girarci intorno: chi cerca informazioni su internet per costruire bombe è un pericolo ed è dovere di un governo responsabile bloccare l'accesso ai siti web che contengono queste informazioni.
Lungi da me l'idea di fabbricare bombe, mi sembra che Franco stia cercando di svuotare il mare con paletta e secchiello. Dovrebbe prendere coscienza che oggi esiste un mezzo informativo di massa decentralizzato quale è internet. Ieri i siti pederasti, poi i siti di scommesse, domani quelli sulle bombe, e dopodomani ? quelli su come costruire lame ? E dopo magari quelli del partito dell'opposizione perchè "fascisti" ? Semplicemente assurdo.
Nasce l'inquisizione digitale ? Siamo al processo alle intenzioni ?
E se anche tutti noi italiani fossimo d'accordo, chi mai ci potrebbe assicurare che sono stati bloccati solo i siti contenenti informazioni sulle bombe ?
Prima di proferir parola dovrebbe risolvere il secolare dilemma del "Chi controlla i controllori?"
Io, da molto tempo, ho smesso di dare fiducia alle buone intenzioni, giudico solo quello che è stato già fatto, voi ?
Cosa risponderete quando i vostri figli vi chiederanno:
"dov'eri quando hanno tolto la libertà di ricerca su internet ?"
Massimo De Disprezzo
www.maxdisprezzo.com
Per censura si intende il controllo della comunicazione verbale o di altre forme di espressione da parte di una autorità generalmente associata al potere politico. Nella maggior parte dei casi si intende che tale controllo sia applicato all'ambito della comunicazione pubblica, per esempio quella per mezzo della stampa o dei mass media; ma si può anche riferire al controllo dell'espressione dei singoli.
Contrariamente a quello che possono credere i miei 2 lettori quotidiani, la censura non esiste solo in paesi autoritari o "simil dittatoriali" come la Cina o Cuba. La censura esiste anche in Italia.
Il governo italiano ha più volte imposto ai provider italiani di bloccare l'accesso a determinati siti web. In principio vi erano le sacrosante motivazioni dell'impedire l'accesso a siti pedopornografici. Però, quando si permette di creare il primo anello della catena, diviene facile attaccarci tutti gli altri,e così il Governo si è fatto prendere la mano.
Ad oggi dall'italia risultano inaccessibili, per esempio, un migliaio di siti di scommesse, europei e non, alla faccia della comunità europea.
Pochi giorni addietro Franco Frattini esclamò. E' inutile girarci intorno: chi cerca informazioni su internet per costruire bombe è un pericolo ed è dovere di un governo responsabile bloccare l'accesso ai siti web che contengono queste informazioni.
Lungi da me l'idea di fabbricare bombe, mi sembra che Franco stia cercando di svuotare il mare con paletta e secchiello. Dovrebbe prendere coscienza che oggi esiste un mezzo informativo di massa decentralizzato quale è internet. Ieri i siti pederasti, poi i siti di scommesse, domani quelli sulle bombe, e dopodomani ? quelli su come costruire lame ? E dopo magari quelli del partito dell'opposizione perchè "fascisti" ? Semplicemente assurdo.
Nasce l'inquisizione digitale ? Siamo al processo alle intenzioni ?
E se anche tutti noi italiani fossimo d'accordo, chi mai ci potrebbe assicurare che sono stati bloccati solo i siti contenenti informazioni sulle bombe ?
Prima di proferir parola dovrebbe risolvere il secolare dilemma del "Chi controlla i controllori?"
Io, da molto tempo, ho smesso di dare fiducia alle buone intenzioni, giudico solo quello che è stato già fatto, voi ?
Cosa risponderete quando i vostri figli vi chiederanno:
"dov'eri quando hanno tolto la libertà di ricerca su internet ?"
Massimo De Disprezzo
www.maxdisprezzo.com
Iscriviti a:
Post (Atom)