giovedì 27 dicembre 2007

Sui comunicati stampa

Perchè i giornalisti non correggono gli errori logici nei comunicati stampa ?

Perchè oggi su repubblica leggo:

THYSSEN PUNTA A NON PIU' RIAPRIRE STABILIMENTO DI TORINO

La multinazionale tedesca Thyssenkrupp non vuole piu' riaprire i cancelli dello stabilimento di Torino dove il rogo del sei dicembre ha ucciso sei operai ed un settimo, Giuseppe Demasi combatte con la morte nel centro grandi ustionati del CTo di Torino.


Era molto difficile scrivere che la Thyssen vuole chiudere in anticipo lo stabilimento ?
Un bravo giornalista ha il dovere di raccontare i fatti, non di indorare la pillola del comunicato stampa...

Massimo De Disprezzo
blog: www.maxdisprezzo.com

martedì 25 dicembre 2007

Sul Natale

E' Natale, il giro di boa delle festività per l'inizio dell'anno nuovo è concluso.
Come tutti gli anni, la moltiplicazione dei pani e degli stomaci è avvenuta. Tutti hanno fatto una spesa nei supermercati doppia o tripla, e hanno mangiato il triplo o il quadruplo del solito. Una grande abbuffata necessaria per avere un oggettivo pretesto di dimagrire fino a giugno.

Che bello, da oggi il sole comincerà a intrattenersi di più e le giornate saranno sempre più lunghe fino al solstizio d'estate ;-)

Tutto sommato mi piace il Natale !

lunedì 24 dicembre 2007

Sul Rockfeller Center di New York

Quando andai per la prima volta al Rockfeller Center di New York rimasi colpito da un targa memoriale lasciata da Rockfeller Jr.

Un testo asciutto e snello che ho integrato con alcune informazioni prese in rete e ho liberamente tradotto in italiano qui sotto.

Rockfeller fu talmente ricco che controllava, da solo, l'1,53% del PIL degli Stati Uniti. Ho letto perciò con vivo piacere quello che ha pensato di lasciare ai posteri.


Questi sono i principi che mia moglie ed io abbiamo provato ad instillare nella nostra famiglia. Sono gli stessi principi nei quali ha creduto mio padre e gli stessi che ha osservato per viverla. Di questi principi, la maggior parte, sono stati appresi da bambino, sulle ginocchia di mia madre.

Indicano la via per l'utilità e la felicità nella vita, e per il coraggio e la pace nella morte.

Se per te avranno lo stesso valore che hanno avuto per me, potranno essere utili anche per guidare ed ispirare i nostri figli.

Lascia che te li illustri:

Io credo nel supremo valore dell’individuo e nel suo diritto alla vita, alla libertà e al raggiungimento della felicità.

Io credo che ogni diritto implichi una responsabilità; ogni opportunità un obbligo; ogni possesso un dovere.

Io credo che la legge sia stata fatta per l’uomo, non l’uomo per la legge; e che il governo sia servo delle persone, e non il padrone.

Io credo nella dignità del lavoro, sia manuale che intellettuale; e che il mondo debba ad ogni uomo non un'esistenza ma una concreta opportunità di farsi una vita.
Io credo che la capacità di risparmiare sia essenziale per una vita ben ordinata e che l’economia sia il requisito primo per una sana struttura finanziaria, sia nel governo che negli affari che nelle imprese personali.

Io credo che la verità e la giustizia siano fondamentali per un ordine sociale persistente.
Io credo nella sacralità di una promessa, e che la parola di un uomo dovrebbe essere valida quanto il suo impegno; e che il carattere, non la ricchezza o il potere o la posizione sociale, sia di supremo valore.

Io credo che offrire un utile servizio sia il dovere comune del genere umano e che solo nel fuoco purificatore del sacrificio sia consumato il rifiuto dell’egoismo e liberata la grandezza dell’animo umano.

Io credo nell’onnisciente e sempre amorevole Dio, chiamato secondo qualsiasi nome, e che la più alta realizzazione, la più grande felicità e la più assennata utilità dell’individuo si ritrovino nel vivere in armonia con la volontà di Lui.

Io credo che l’amore sia la più grande cosa al mondo; e che solo esso possa sopraffare l’odio; e che il diritto possa trionfare e trionferà sull’autoritarismo.

Questi sono i principi, in qualsiasi modo formulati, per i quali i migliori uomini e donne del mondo, senza distinzione di razza o religione, di istruzione, di posizione sociale o di occupazione, si battono, e per i quali molti di loro stanno soffrendo e morendo.

Questi sono i soli principi sui quali può fondarsi un nuovo mondo di fratellanza tra gli uomini e un nuovo rapporto di paternità con Dio.

JOHN D. ROCKEFELLER JR


sul blog di: www.maxdisprezzo.com ( tag: citazioni )

sabato 22 dicembre 2007

Sulla riservatezza delle banche online

Esiste un modo per vedere se una persona possiede un conto in una determinata banca ?

Cioè se volessi sapere se Silvio Berlusconi possiede un conto al San Paolo, potrei ?

Ovviamente no, non sono un magistrato e nessun impiegato di banca mi darebbe mai queste informazioni senza autorizzazioni delle autorità.

Eppure, con Iwbank è alla portata di chiunque scoprire se una determinata persona possiede un conto online con loro.

La procedura è estremamente semplice.
Si sceglie l'apertura di un conto IWORKpro, si sceglie di intestarlo a due persone, si mettono i dati personali come primo soggetto e, al secondo soggetto, si mettono i dati della persona su cui si vuole fare una ricerca.

Di questa persona è obbligatorio inserire anche il codice fiscale, ma sopratutto per le persone famose non è affatto difficile ricavarlo. Esistono migliaia di siti web che effettuano il calcolo del codice fiscale.

Se la persona possiede già un conto con iwbank, il sistema diligentemente mostra un messaggio di errore che recita:

Attenzione, questo codice fiscale è già presente nella nostra anagrafica !

Alla faccia della privacy ! :-)

Massimo De Disprezzo
blog: www.maxdisprezzo.com

venerdì 21 dicembre 2007

Non si riscontrano problemi sulla rete

Un anno esatto fa, gran parte della rete internet italiana si intoppò. Come tutti i misteri di questo mondo, nessuno riuscì mai a dare una versione ufficiale di quello che successe. Qualcuno disse che erano i DNS di telecom sovraccarichi, altri diedero la colpa a Lee Oswald, altri chiamarono in causa gli spyware che intasano la rete.

Su una cosa però sono tutti concordi, nel sito ufficiale di tin.it campeggia da allora una fantastica scritta scorrevole che recita "Non si riscontrano problemi sulla rete"; Anche quando milioni di utenti di Alice non riuscivano a collegarsi alla rete. La versione ufficiale del gruppo TIN.IT è sempre la stessa. Da un anno esatto !

A questo punto suggerirei di inserire una bella scritta sul sito italia.it "Questo sito è un successo"
.
Tanto lo sanno tutti che per rendere verosimile una menzogna è sufficiente ripeterla 100 volte.

Massimo De Disprezzo
blog: www.maxdisprezzo.com

giovedì 20 dicembre 2007

Sul conflitto di interessi

Se ancora ci fosse qualche scettico sull'influenza che Silvio può avere sui programmi della Rai, a due anni dalla perdita del potere, segnalo il testo delle intercettazioni pubblicate da l'espresso qui.

Riporto solo alcune frasi tra Silvio Berlusconi(P) e Agostino Saccà (S):

P: .. perchè io sono veramente dilaniato dalle richieste di coso ....
S: assolutamente ..
P: con la Elena Russo non c'era più niente da fare? Non c'è modo...?
S: no .. c'è un progetto interessante .. adesso io la chiamo ..
P: gli puoi fare una chiamata? La Elena Russo; e poi la Evelina Manna. Non centro niente io, è una cosa ... diciamo ... di...
S: chi mi dà il numero?
P: Evelina Manna ... io non c'è l'ho ...
S: chiamo ..
P: no, guarda su Internet ..
S: vabbè, la trovo, non è un problema ... me la trovo io ..
P: ti spiego che cos'è questa qui ..
S: ma no, Presidente non mi deve spiegare niente ..
P: no, te lo spiego: io stò cercando di avere ...
S: Presedente, lei è la persona più civile, più corretta..
P: allora ... è questione di .. (parola incomprensibile, le voci si accavallano) ....
S: ma questo nome è un problema mio ...
P: io stò cercando ... di aver la maggioranza in Senato ...
S: capito tutto ...
P: eh .. questa Evelina Manna può essere .. perchè mi è stata richiesta da qualcuno ... con cui sto trattando ...


Ps.
la foto scelta non è un fotomontaggio ardito per far sembrare Silvio Berlusconi un incrocio tra Stalin e Kim Il Sung ma è la foto ufficiale presa dal sito del partito della libertà vigilata !
Interessante notare pure il filtro Unsharp Mask per far risaltare la figura semidivina di Silvio, e il gioco di prospettive per farlo apparire un gigante, quasi un colosso affianco alla riconoscente concubina di turno !


Massimo De Disprezzo
blog: www.maxdisprezzo.com

mercoledì 19 dicembre 2007

Sugli incidenti sul lavoro

Ieri vi sono state in italia altri 5 casi di morti bianche.

Sulla falsariga delle sue dichiarazioni su sanità e su trenitalia Prodi, a rigor di logica, dovrebbe rispondere: "Non dimentichiamo però che milioni di lavoratori sono tornati a casa sani e salvi !"

Massimo De Disprezzo
blog: www.maxdisprezzo.com

martedì 18 dicembre 2007

Ancora sugli ordini professionali


Purtroppo non ho ancora capito come conciliare l'esistenza di un ordine professionale con un sistema capitalistico.

La buona notizia però riguarda il nostro governo. I nostri gerontocrati hanno capito finalmente che qualcosa non va. E' necessario "svecchiare" gli ordini professionali.

Pino Pisicchio, ha proposto, in parlamento, di concedere agli aspiranti giornalisti la possibilità di sostenere l'esame di ammissione all'ordine con una comune tastiera per Pc in vece della antiquata macchina da scrivere modello "lettera 22" in uso obbligatorio dal 1963.

In questo modo l'Ordine professionale dei giornalisti, confermerà la sua voglia di rimanere al passo coi tempi. Più di questo, il parlamento non può fare.

Massimo De Disprezzo
blog: www.maxdisprezzo.com

lunedì 17 dicembre 2007

Su Romano Prodi

A memoria ricordo così una parte molto importante della sua intervista di ieri:

Fazio: Cosa ci può dire riguardo quell'eurostar bloccato 12 ore in campagna ?
Prodi: Una cosa terribile senza dubbio, ma non dimentichiamo che ieri altre migliaia di treni hanno circolato senza problemi.


Fazio: Perchè sembra che sia tutto "Emergenza" in Italia ? emergenza sanità, emergenza legalità e via così ?
Prodi: ...bla..bla.bla... e comunque non dimentichiamo che i 3/5 della nostra sanità garantiscono un servizio di altissimo livello !


Che dire.. statisticamente è tutto a posto oltre la media ! Realisticamente invece...

Massimo De Disprezzo
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Sui NAS della Western Digital (MyBook)

Se esistesse una classifica delle parole più usate del 2007, in cima alla classifica troveremmo, a pari merito, la parola "Ecologico" e la parola "Verde".

Qualsiasi prodotto viene reclamizzato dicendo "è più verde perchè... bla bla bla"
E' tutto verde oggi, le auto, i carburanti (!), gli iphone... su tutto c'è qualcosa di adatto per dire " Ecologico".

Sfortunatamente io sono riuscito a scovare un prodotto che verde non è.
Il disco di rete della Western Digital "MyBook World Edition".

Ho comprato questo modello perchè, diciamocelo, è oggettivamente bello. L'occhio vuole la sua parte e al suo confronto tutti gli altri NAS sembrano dei mattoni sbreccati.

La prima pecca, quella che ha ispirato il titolo di questo post, riguarda la gestione del risparmio energetico. Contrariamente ai modelli della linea USB, quelli Ethernet non possiedono una funzionalità di stand-by del disco. Una volta acceso il NAS. L'hd rimane SEMPRE in funzione.

Poichè avrei tanto voluto una possibilità di spegnere l'hd dopo almeno 120 minuti di idle ho scritto al servizio clienti WD che mi ha prontamente risposto dopo una settimana:

Thank you for contacting Western Digital Customer Service and Support.

Unfortunately we feel that is not going to be the plan, as this device is a Network Attached Storage (NAS) device, which would mean that it needs to be accessible
Even when the drive (and the network connection(s) in general for that matter) is idle, from time to time an acknowledge-signal is sent through the Ethernet wire to see if the attached device(s) are still there and responding.

This actually applies to almost all Ethernet devices, by the way
Now if the external Hard Drive device supposedly was in a power saving mode, then the response time is going up, which might then the drive no longer appear in the network anymore, when it is actually there.
Only thing is, is that it did not response in time and therefore may appear as disconnected from the network.

That could be a reason why the device does not have a power saving ability, and probably might not have at all (but this information might change in the future, though).


Hope this is useful information for you.


Un hd in funzione consuma circa 20 watt. Moltiplicate questo valore per svariate decine di migliaia di unità vendute, e per le ore in cui questi NAS rimangono in funzione nelle ore notturne e avrete una rapida analisi di quanto questo prodotto non sia "verde".

Oltretutto moltissimi NAS, anche da pochi euro hanno questa funzione. Ciò rende palese il fatto che volendo è possibile implementarla. ( e in effetti a breve lo farò seguendo questa guida :-)

I maligni avranno inoltre certamente notato che se il NAS si rompe... WD vende più dischi. Il che è falso. Perchè quando si romperà, non comprerò mai più un Western Digital :-D

Fosse solo questa, la stupidità intrinseca di questo prodotto, non ci avrei nemmeno scritto un post... invece, molto probabilmente, la stessa persona che ha preso questa fantastica decisione, è responsabile anche del blocco ai files multimediali da remoto.

Spiego meglio: Il Nas in oggetto viene fornito con un programma denominato "Anywhere Access". Non illustro il mio punto di vista tecnico sul codice, riferisco solo che il programma permette all'utente, di collegarsi da remoto (tramite internet) al proprio NAS che fisicamente si trova nella LAN dello studio o di casa. Un'idea per certi versi sicuramente interessante.

Peccato che stando a quanto riportato qui, ma anche qui, il suddetto programma non consente il trasferimento via internet di qualsiasi file multimediale ai sensi della presente giustificazione:
A causa della non verificabilità dell'autenticità delle licenze, i tipi più comuni di file audio e video non possono essere condivisi con altri utenti usando Wd Anywhere Access
Tutto ciò scatena nella mia mente di leguleio una serie di domande.

1) E' legale affermare che il software "Anywhere Access" consente di condividere i propri files se poi all'atto pratico non consente di condividere TUTTI i propri files ?
2) In base a quale autorità un omino della "Anywhere Access" si deve ergere a paladino della legalità in via assoluta e preventiva sui files personali di ogni utente ?
3) Last but not Least: precisamente, quando è morto il raziocinio alla Western Digital ?

Massimo De Disprezzo
blog: www.maxdisprezzo.com

domenica 16 dicembre 2007


Credo che il postino mi abbia preso in antipatia a seguito del post dell'altro ieri. Oggi il mio settimanale preferito è arrivato così...

Che il postino sia riuscito a scoprire la mia identità reale ?

Speriamo bene, ho ancora molti pacchi da ricevere prima di Natale :-)

sabato 15 dicembre 2007

ALL'INIZIO DEL 1993 la Fininvest è sull'orlo del fallimento.

. di Marco Travaglio


ALL'INIZIO DEL 1993 la Fininvest è sull'orlo del fallimento.

Indebitata e inquisita fino al collo, I «comitati corporate» dei top
manager e dei dirigenti del gruppo si riuniscono quasi ogni giorno con
Silvio Berlusconi nel quartier generale di Milano2 per l'estremo
salvataggio.

L'ingegner Guido Possa, segretario particolare del Cavaliere, verbalizza in
«report» che finiranno in mano al pool di Milano.

Il 22 gennaio il direttore finanziario Ubaldo Livolsi fa il punto sui
debiti: 4550 miliardi di lire, 700 in più del '91.

E «il sistema bancario non è disposto ad aumentare l'affidamento nei nostri
confronti (alcune banche anzi han chiesto a noi, come a tanti altri clienti,
piccole ma significative riduzioni dell'esposizione (...). La situazione è
molto seria».

Il rischio è il fallimento:

«Basterebbe una sia pur lieve flessione delle entrate pubblicitarie della tv
(non improbabile vista la recessione) (...) per porci in grosse difficoltà».

Anche il Cavaliere vede nero: «La nostra tv è un'azienda matura, con buona
redditività, ma lentamente si avvia al decli no». Ci vorrebbe un'idea.



Un'idea meravigliosa

I dirigenti suggeriscono di vendere un pezzo di Telepiù o di quotare la
partecipazione della Silvio Berlusconi Editore in Mondadori, così da
rimborsare le banche.

Ma il Cavaliere dice no e il 22 febbraio illustra, ai suoi uomini attoniti,
un piano temerario.

Possa annota: «L'unica concreta azione possibile a breve è un accordo con
la Rai: potrebbe ridurre i costi di 300-350 miliardi l'anno.

È urgente intervenire nel processo di ridefinizione della struttura Rai, per
far sì che le massime responsabilità siano assunte da veri manager (coi
quali sarebbe più agevole raggiungere un buon accordo) e prega Roberto
Spingardi (capo del personale Fininvest) di suggerirgli nominativi di
persone papabili (congiuntamente a G. Letta)».

Il padrone della Fininvest vuole scegliersi i capi della Rai.

Imbottirla di manager «amici» perché «tengano bassa» la programmazione,
dando fiato alle boccheggianti reti di Milano2.



Nel '93 la guerra dell'audience ha dissanguato le casse Fininvest.

Se - ragiona Berlusconi - si convince la Rai a un disarmo bilanciato, i due
contendenti abbassano gl'investimenti, la qualità e i costi. Intanto la Rai
perde il primato negli ascolti e Fininvest incamera più spot e alza i prezzi
(mentre la Rai ha un tetto di spot invalicabile, già al limite).

Ma nel nuovo governo «tecnico» Ciampi non ha amici. E nemmeno nel nuovo Cda
Rai.

In Viale Mazzini arrivano i «professori», sotto la presidenza di Claudio
Demattè, che danno spazio a professionisti come Guglielmi, Iseppi, Freccero,
Aldo Grasso.

Torna persino Beppe Grillo.



Il Cavaliere è disperato, ricorderà Dell'Utri: «Nel settembre '93 Berlusconi
mi convocò ad Arcore e mi disse:
"Marcello, dobbiamo fare un partito"(...).

C'era l'aggressione delle Procure e la Fininvest aveva 5000 miliardi di
debiti. Franco Tatò, amministratore delegato del gruppo, non vedeva vie d'uscita:

"Cavaliere dobbiamo portare i libri in tribunale"».

Così Berlusconi si fa avanti con Demattè e butta lì la proposta indecente:
un accordo di cartello per spartirsi audience e pubblicità.

Come annoterà il consigliere Paolo Murialdi, i rappresentanti delle due
aziende discutono come «ridurre le spese degli acquisti e di produzione di
Rai e Fininvest».

Con tanti saluti al libero mercato, il Cavaliere pretende «una ripartizione
dell'audience in parti uguali, nella misura del 45%».

A vantaggio di Mediaset, che sta sotto la Rai: «All'epoca un punto di
audience equivaleva 20 miliardi di introito pubblicitario».



Proposta indecente

Demattè rifiuta perché «era inaccettabile: un accordo di ferro per dividerci
in partenza le quote di audience.
Se uno dei due superava la quota, doveva provvedere a scaricare il
palinsesto (...):

inserire programmi di bassa qualità e basso costo per permettere alla rete
concorrente di riguadagnare le quote perdute».
Demattè pagherà caro il gran rifiuto. Il 9 giugno '94, al governo da un
mese, Berlusconi attacca la Rai perché fa concorrenza a Fininvest:

«È un servizio pubblico, non dovrebbe curarsi di raggiungere il massimo di
ascolto, casomai coprire i vuoti che le tv commerciali lasciano aperti>.

Il 26 giugno, in gran segreto, riunisce ad Arcore i manager di Publitalia
per esaminare il piano triennale di risanamento Rai elaborato da Demattè:
aumenti automatici del canone legati al costo dei programmi trasmessi e
crescita del 5% annuo del fatturato pubblicitario.

Ma i manager Fininvest lo bocciano: se la Rai cresce ancora, il Biscione
tracolla.

La contro-proposta è contenere i ricavi pubblicitari della Rai, con «un
tetto di 1000-1100 miliardi annui».
Berlusconi boccerà come «scandaloso» il piano triennale della Rai e, visto
che i professori non si dimettono, il 31 giugno li licenzia con un
emendamento di 5 righe al decreto salva-Rai.

Il nuovo vertice di Viale Mazzini è di stretta osservanza berlusconiana.
Presidente Letizia Moratti, al Tg1 Carlo Rossella, al Tg2 Clemente Mimun, e
così via.
Qualche mese più tardi, cambio della guardia anche al vertice della Sipra:
via Edoardo Giliberti, che nel '93 ha aumentato il fatturato del 7% (contro
l'l.5% di Publitalia), dentro Antonello Perricone, ex Publltalia.

La presidente Moratti è stata chiara: «La Rai dev'essere complementare alla
Fininvest».
Dice Demattè: «Giliberti ha ottenuto risultati straordinari, ma non si
sarebbe fatto corrompere».
Giliberti conferma: «Era un accordo sull'audience che avrebbe inciso sulla
pubblicità.
Abbassare l'audience è facile: basta spostare i programmi pomeridiani in
prima serata e viceversa.
L'audience crolla nello spazio di un mattino».


Pubblicità, la grande torta
Il primo governo Berlusconi dura solo 7 mesi.
Ma nel '96 Berlusconi quota in Borsa le sue tv (nuovo marchio: Mediaset),
scaricando i debiti sul mercato.
Nel 2001 torna a Palazzo Chigi, infiltra i suoi uo­mini alla Rai e il piano
del '93-'94 si concretizza.

Per cinque anni. Calisto Tanzi, patron della Parmalat racconta che
Berlusconi nel '94 gli aveva chiesto «un aiuto»:
«Insie­me concordammo di utilizzare il canale della pubblicità per
finan­ziare occultamente Forza Italia.

Trasferimmo quote di pubblicità Rai a Publitalia, anche se non ne sono
sicurissimo, ma certamente l'accordo con Berlusconi prevede­va che le
tariffe degli spot non go­dessero di particolari sconti e/o promozioni.
Parlai con Barili, ca­po del settore, dicendogli di favori­re Mediaset, cosa
che fece».

Non c'è solo Parmalat, a trasferire i suoi spot dalla Rai alle reti
Mediaset per compiacere il nuovo inquilino di Palazzo Chigi:
nel 2001 Telecom ri­tira dalla Rai investimenti per 77,5 miliardi di lire,
la Nestlè per 20, la Fiat per 9.



Nel 2003 70 aziende di­stolgono i loro investimenti dalla stampa per
girarli alle reti Mediaset, sottraendo 165 milioni di euro alla stampa e
trasferendone un centinaio al Biscione.

Secondo il Garante, i ricavi di Mediaset salgo­no dai 1497 milioni di euro
del 1998 ai 2157 del 2004, mentre quelli della Rai salgono solo fino al
2000, poi si bloccano dal 2001 al 2003.

Anche perché tra il 2002 e il 2003, grazie alla gestione Baldassarre-Saccà
e alla cacciata di Biagi, Santoro e Luttazzi, la Rai ha perso la sfida -
prima sempre vinta - del prime time, passando dal 47.6% di share (contro il
43 di Mediaset) a un misero 43.6% (contro il 46.4% di Mediaset).

Uno crollo di 4 punti, talmente plateale da por­tare al «Raibaltone» del
2003, con l'arrivo del duo Annunziata-Cattaneo che recupererà qualche
pun­to, portando i due colossi al pareggio.

Intanto però alla Rai coman­dano uomini Mediaset, da Deborah Bergamini ad
Alessio Gorla, in costante contatto con la "concor­renza" e con lo staff del
premier pa­drone.
Proprio quel che Berlusco­ni sognava nel '93.
Mediaset or­mai è una gigantesca macchina da soldi: altissimi ricavi
pubblicitari (2,5 miliardi di euro l'anno), bassis­sime spese per i
palinsesti (1 miliar­do). Il 22 marzo 2005
Mediaset an­nuncia «i migliori risultati econo­mici e finanziari dal '96».
Utile net­to a 500 milioni (+35,3%), raccol­ta pubblicitaria a +9,1.

Un'azione Mediaset vale 187% in più del '96. E Berlusconi, ha triplicato il
suo pa­trimonio dal '94: da 3,1 a 9,6 mi­liardi di euro.

Niente male.

Nel '94, diceva a Montanelli e Biagi:
«Se non entro in politica finisco in galera e fallisco per debiti».
l'Unità (26 novembre 2007)


Marco Travaglio

giovedì 13 dicembre 2007

I pacchi voluminosi di Poste Italiane


A conclusione del post di ieri riporto, per futura memoria, che il pacco "voluminoso" che non mi è stato consegnato dal postino misura: 64cm x 22cm x 24cm .

Un po' più piccolo di due casse d'acqua insomma...

Inutile infierire sul portalettere, è solo una vittima dei tagli... Chiudiamola qui.

mercoledì 12 dicembre 2007

Siamo alle comiche finali

No, non parlo del proclama di quei pescivendoli pettegoli che siedono in parlamento, parlo di Poste Italiane.

La scena si svolge al citofono:

Postino: Buongiorno, ci sarebbe un pacco per Massimo De Disprezzo.
Maxdisprezzo: Si, scendo subito a firmare.
Postino: No guardi, il pacco era voluminoso e non ce l'ho fatta a portarlo sullo scooter questa mattina, mi spiace ma non ci sono proprio riuscito.
Maxdisprezzo: E quindi ?
Postino: Quindi io le lascio la cartolina e se lo va a prendere lei anche adesso a $località_distante_11km... va bene ?
MaxDisprezzo: Perfetto, ho sempre desiderato fare la spola tra casa mia e l'ufficio postale... Grazie !
Postino: Grazie a Lei !

Seguiranno foto del pacco con accurata misurazione in cm dei tre lati.... Io non ricordo di aver comprato nulla di voluminoso. Ad ogni modo credo sia logico che, se il pacco è stato preso in consegna, debba rispettare gli standard di consegna al domicilio.

Massimo De Disprezzo
blog: www.maxdisprezzo.com

martedì 11 dicembre 2007

Sulla Precettazione


Non me ne voglia Putin, ma personalmente ho visto scaffali vuoti nei supermercati solo in Russia. Attraverso la televisione ho visto supermercati dagli scaffali vuoti anche a Cuba.

Mai in Italia. Mai prima di oggi avrei anche creduto possibile una simile evenienza.

Mentre i nostri "politici" fanno il lifting ai nomi dei loro partiti, mentre il governo discute su come modificare una legge elettorale di soli 2 anni, la lobby dei trasporti cerca di portare il governo con i piedi per terra. Basta parole, servono i fatti. Chi è capace di FARE qualcosa lo faccia. Chi non è capace si metta da parte per il bene del paese.
Trovo incredibile scoprire che il ministro Bianco creda che basti usare una parolina "tecnico-giuridica" come la precettazione per intimidire una categoria che non ha neanche gli occhi per piangere. Vorrei tanto vedere la sua faccia domani mattina quando vedrà che gli autotrasportatori hanno risposto con una sonora pernacchia.

Forza Camionisti ! Sono con voi ! Riprendiamoci il paese mettendo in ginocchio questi inutili scaldapoltrone umani !

Massimo De Disprezzo
blog: www.maxdisprezzo.com

sabato 8 dicembre 2007

Sul commercio elettronico

E' sempre straordinario constatare la poca elasticità mentale degli uomini del terzo millennio.

Caro lettore, se domani dovessi ricevere una telefonata in cui ti sono richiesti i dati della tua carta di credito, tu risponderesti ? Non credo.

Eppure quando questo tentativo di carpire informazioni avviene via email, tutti i giornali si affrettano a coniare nuovi termini ( phishing, vishing e vai così ) o a demonizzare la rete internet, quella "cosa" da giovinastri :-) .

Personalmente ho fatto centinaia di acquisti su internet con carta di credito e non ho mai avuto problemi perchè il problema non è nella comunicazioni dei dati (quando avvengono in modalità protetta), come erroneamente e genericamente si crede. Il problema risiede in come i dati della mia carta di credito sono gestiti dal commerciante !

Facciamo un altro confronto con la realtà quotidiana. Se il vostro commerciante, al momento di pagare, vi dicesse - "Mi dia pure la sua carta di credito, faccio una fotocopia e me la conservo per tutti i vostri futuri acquisti e vi evito il fastidio di aprire il portafogli la prossima volta".

Voi cosa rispondereste ? - Io cambierei immediatamente negozio.

Eppure questo è quello che fanno molti siti internet. Memorizzano i dati della vostra carta per "agevolare" i vostri futuri acquisti. Follia allo stato puro !

Il primo sito a me noto per usare questa "sgradevole cortesia" nei confronti del cliente è stato IBS.it ; in seguito ho notato che anche NGI.it persegue questa politica invasiva. Ce ne saranno sicuramente molti altri.

Qui non si tratta di "fidarsi", si tratta di non far proliferare i miei dati personali ! Come possiamo sapere che, ad esempio, nella sede di NGI non venga assunto un ragazzo "poco serio" con un contratto a 3 mesi, che una volta scaduto decida di fare un dispetto alla sua ex azienda ?

Perchè costoro si permettono di fotocopiare digitalmente le nostre carte di credito ? Chi li autorizza ? Mah...

A noi consumatori rimane solo una contromossa.
1) Se si è conoscenza di questa pratica invasiva del commerciante, si deve entrare immediatamente nel proprio profilo e CAMBIARE i numeri della nostra carta che il gestore ha "generosamente" memorizzato per noi.
2) Scrivere imbufaliti al servizio clienti dicendo che mai più si comprerà qualcosa da loro se non cancellano immediatamente i dati della propria carta di credito.
3) Verificare il punto 2 ;-)


Massimo De Disprezzo
blog: www.maxdisprezzo.com

giovedì 6 dicembre 2007

Giacomo Casanova

Ho sempre pensato che quando un uomo si ficca in capo di riuscire in qualche progetto e non s'occupa altro che di questo, deve aver successo malgrado ogni difficoltà; quest'uomo diventerà gran visir, papa, butterà all'aria la monarchia, purchè si dia da fare per tempo, abbia il coraggio e la costanza necessari.

Giacomo Girolamo Casanova (Venezia, 2 aprile 1725 – Dux, odierna Duchcov, 4 giugno 1798)

mercoledì 5 dicembre 2007

Sui seriali della Pinnacle System

Molte software house usano dei codici seriali per impedire la diffusione incontrollata dei propri programmi. Mi sembra una prassi corretta. Odio solo quando i codici da inserire sono estremamente lunghi, ma ci tornerò in un altro articolo.
Alcune software house, quali ad esempio PinnacleSys, estremizzano all'eccesso questo concetto e utilizzano dei codici seriali senza alcun motivo logico.

E' il caso della scheda di acquisizione tv Pctv60e.
Mi fu regalata due anni addietro, era dotata di un software incompleto, per nulla stabile e talmente pesante da azzoppare qualsiasi pc dell'epoca. Per usare questo prodigioso software ( 300mb per visualizzare dei canali TV) era richiesto un codice. Il codice era stampato sul cd originale.

Poichè il software era veramente orrendo e non permetteva neanche di vedere tutti i canali nazionali, buttai la scheda in un cassetto fino alla settimana scorsa.

Grande fu la mia sorpresa quando, scaricando il software aggiornato dal sito web, mi vidi chiedere il famigerato codice.

La domanda è: perchè chiedere un codice per un software che SICURAMENTE funziona solo ed esclusivamente su un hardware predeterminato ? La prima cosa che si insegna, all'asilo dei programmatori, consiste nell'identificare l'hardware con il quale si sta dialogando. Che bisogno c'è di aggiungere un controllo ulteriore ? Mistero !

E' stato divertente dialogare con l'assistenza Pinnacle.

Dana Radulescu: Salve, mi chiamo Dana Radulescu. Posso aiutarla?
MaxDisprezzo: salve a lei, purtroppo ho smarrito il codice per l'installazione del software per la pinnacle pctv60e
MaxDisprezzo: ho la scheda ma senza codice... che me ne faccio ?
MaxDisprezzo: è in chat ?
Dana Radulescu: avete registrato il programma ?
MaxDisprezzo: non lo so, la scheda mi è stata regalata più di un anno fa...forse no. Non mi funzionava.. non vedeva i canali della RAI...
Dana Radulescu: in questo caso vi prego di inviarci via email, come allegato, utilizzando il sito, una scansione della fattura d' acquisto , http://www.pinnaclesys.com/PublicSite/it/Products/Consumer Products/?viewRN=rncontact
MaxDisprezzo: non possiedo la fattura d'acquisto perchè la scheda mi è stata regalata per un mio compleanno.
MaxDisprezzo: scusi ma se il software funziona SOLO con la vostra scheda a che serve mettere un codice ? mi sembra ovvio che se lo installo io possiedo la scheda PCTV60e. altrimenti che lo installerei a fare ?
Dana Radulescu: in questo caso ci invia , come prova d' acquisto una foto con il prodotto
MaxDisprezzo: ok.. a quale indirizzo email ?
Si è stati disconnessi a causa di problemi di connessione. Verificare la connessione a Internet e riprovare.

Per tutti coloro che ne avessero bisogno, poveretti, ecco l'agognato codice seriale per installare il programma di gestione della PCTV60e:

Gentile cliente,

Ecco il numero di serie richiesto:

JBGOM-NBBAA-BFAAA-AAAGQ-OMAKX



Massimo De Disprezzo
www.maxdisprezzo.com