Il problema del mezzogiorno

Ai primissimi del 1800 Giuseppe De Maistre fu nominato capo della magistratura della Sardegna.
L'isola gli fece un'impressione disastrosa.

"Il sardo - scrisse - è più selvaggio del selvaggio, perchè il selvaggio ignora la luce, il sardo la odia. Esso è sprovvisto del miglior attributo dell'uomo, la perfettibilità. In qualunque mestiere si cimenti, lo fa come lo faceva ieri, come la rondine fa il suo nido e il castoro la sua casa. Guarda stupidamente una pompa aspirante e va ad attingere l'acqua col secchio. Gli si fa vedere l'agricoltura del Piemonte, della Savoia, della Svizzera, e torna in patria senza saper innestare un albero. Ignora il fieno come ignora le scoperte di Newton. Non si può trattarlo che al modo dei Romani inviandogli un pretore e due legioni, costruendo delle strade e cercando di fare il bene non solo senza di lui, ma anche contro di lui. Questo popolo non ama niente. Ho più volte constatato che ciò che pià gli ripugna è di dover approvare qualcosa. Tutti i suoi vizi sono leggi e tutte le sue leggi sono vizi. Questo disgraziato paese non può essere rigenerato che da una potenza opulenta, saggia e intraprendente: sarebbe un'opera, faccio per dire, da inglesi."


Si vede bene che il problema del mezzogiorno non è di oggi.

Citazione da "Storia d'Italia" di Indro Montanelli

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