Il parere di Giolitti sulla situazione politica attuale

Oggi ho fatto mente locale e ho ripetuto ad alta voce alcuni avvenimenti degli ultimi 6 mesi.

1) Il governo utilizza l'esercito per tenere sotto controllo le città, sopratutto quelle piene di immigrati.

2) I manager delle grandi aziende prendono stipendi milionari ( Cimoli 8 milioni di buonuscita da Alitalia, Profumo 9 milioni di euro l'anno per dirigere Unicredit e via così...) , e i neolaureati sono chiamati bamboccioni da 1000 euro al mese.

3) L'Italia sale al sesto posto tra i paesi più tartassati dal fisco ( fonte sole24ore )

Così mi sono chiesto se Giolitti si fosse mai trovato in una situazione simile. E sembra proprio di si perchè agli inizi del '900 pubblicò una lettera sulla STAMPA di Torino che diceva press'a poco così:

Col pugno di ferro non si risolve niente, un paese che ogni poco deve mobilitare l'esercito per mantere l'ordine interno non può reggersi a lungo. Cio' che occorre è eliminare la causa del disagio, che è provocato dalle sperequazioni economiche e sociali. Quando confronto il nostro sistema tributario con quello di tutti i paesi civili, quando osservo le condizioni delle masse rurali in gran parte d'Italia e le paragono con quelle dei paesi vicini, resto compreso d'ammirazione per la longanimità e la tolleranza delle nostre plebi, e penso con terrore alle conseguenze di un possibile loro risveglio. Io deploro quanti altri mai la lotta di classe. Ma, siamo giusti, chi l'ha iniziata ?


Massimo De Disprezzo
blog: www.maxdisprezzo.com

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