domenica 30 marzo 2008

Sull'importanza dell'istruzione


Per il Partito Socialista di Enrico Boselli è necessaria “una Scuola Pubblica di qualità, riformata sulle esigenze della società della conoscenza, è una condizione irrinunciabile per garantire a tutti la possibilità di costruirsi il proprio futuro. Occorre difendere la scuola pubblica perché soltanto lo Stato deve garantire pari opportunità per tutti. Non deve esistere una scuola per i poveri ed una per i ricchi. Le scuole private devono essere libere, ma non possono pretendere di essere finanziate dallo Stato”.
Per il candidato premier Boselli, “la scuola e l’università sono l’investimento più importante per il futuro di tutti. Gli insegnanti devono poter avere uno stipendio più adeguato ed un continuo aggiornamento professionale. Gli studenti devono poter contare sul reale diritto allo studio, attraverso nuove residenze scolastiche universitarie e borse di studio, un Pc per ciascuno dalla medie al liceo”.
I socialisti sono “contro il finanziamento di scuole per ogni fede religiosa, per ogni etnia o nazionalità” e agli italiani all’estero promettono anche “il riconoscimento ufficiale di titoli di studio conseguiti nei paesi di residenza”.


Accendo la televisione e la pubblicità della Granarolo mi spara nelle orecchie:

"non tutti i latti sono uguali"




Massimo De Disprezzo

mercoledì 12 marzo 2008

Ancora su Iwbank e i Token

Pare che il sistema capitalista non riguardi solo la tecnica per accumulare montagne di soldi. Da qualche anno sembra che lo scopo del sistema capitalistico sia quello di proteggere gli utenti indifesi.

Arrivano tonnellate di email di phishing ? Le banche scoprono di avere due possibilità. Istruire gli utenti oppure dotarli di un token per la generazioni di password pseudo-casuali.

Ovviamente scelgono la via sbagliata e, ancor più ovviamente decidono di renderla obbligatoria.

Dal primo Febbraio IWBank ha deciso di rendere obbligatorio l'utilizzo del token per l'accesso al proprio conto online. Inoltre ha pensato bene di far cambiare tutte le password e di aggiungere una nuova password a tutta la procedura.

Dal primo febbraio quindi, poichè alcuni utenti potrebbero essere vittima di phishing, per entrare nel mio conto online necessito di:

1) username (non scelto da me e quindi difficilissimo da ricordare)
2) password (quella vecchia non andava bene)
3) seconda password da anteporre al codice del token
4) il codice pseudo-casuale del token

Anche il presidente della fiera dell'assurdo sarebbe concorde nel ritenere che ci sono troppe password. Se ogni sito dovesse richiedere 4 password, internet si fermerebbe domani mattina.

Cosa ha risolto IWBank con questa nuova policy ? Che tutti gli utenti, me compreso, segneranno tutte le password su un unico foglio di carta e vi lasceranno vicino il token.

Ma il danno non si limita ad una sicurezza inferiore per gli utenti, anche IWBank ne viene direttamente colpita. Un esempio ? La settimana scorsa, durante un viaggio di lavoro, ho avuto la necessità di ricaricare una scheda wind. In passato ho effettuato decine di ricariche dal sito della mia banca, era comodo e veloce ed in pochi click offriva lo stesso servizio di un bancomat.

Essendo fuori sede invece, non avendo il token a portata di mano ( chi è il pazzo che lo usa come portachiavi ?), non ho potuto ovviamente entrare nella mia banca che ha perso la commissione sulla ricarica. Per ricaricare sono andato sull'orrido sito mondowind e ho pagato con carta di credito. E tanti saluti alla mia banca inaccessibile.

Massimo De Disprezzo
blog: www.maxdisprezzo.com

martedì 11 marzo 2008

Sui siti non cross-compatibili

















Da molti il sito Vodafone viene ritenuto tristemente lento.

Oggi, un po' in ritardo a dirla tutta, scopro che non è neanche perfettamente compatibile con tutti i browser.

Non si tratta di problemi di layout o qualche font sfasato. Si tratta di un problema grave che dovrebbe far riflettere tutti su quanto sia importante l'accessibilità in un sito internet.

Poche ore fa ho provato ad accedere alla sezione business del sito vodafone. Ho compilato il modulo per richiedere la visita di un consulente e ho diligentemente premuto "INVIA" . Solo allora ho realizzato che il javascript presente nel sito, ironicamente chiamato ("vabene"), non va affatto bene, anzi ! Su firefox 2.0.0.12 non succede assolutamente nulla. A nulla sono valsi i tentativi di chiudere adblock e ripristinare tutti i permessi al linguaggio javascript. Niente da fare.

Dopo aver chiamato il 190 scopro che il numero telefonico sostitutivo di questo modulo difettoso è l' 800.227755 . Lo pubblico qui per gli internauti che ne avessero bisogno.

La domanda conclusiva è: Chi paga per la carenza del webmaster ? Ho perso 20 minuti in musichette e ho dovuto scomodare 2 operatori del call center (un costo concreto per l'azienda) per una banale incompatibilità dovuta al webmaster frettoloso. E come me chissà quanti altri utenti italiani di Firefox.

Chi paga ? Nessuno.

Massimo De Disprezzo