mercoledì 25 giugno 2008

Facciamo chiarezza sul governo


Anno domini 2008, mercoledì 25 giugno. Temperatura ambientale esterna: 36 gradi. La situazione politica è la seguente.

Un nonnetto di 72 anni è presidente del consiglio.
L'ici è stata abolita. Il bollo auto è stato praticamente già abolito. Le tasse sono state abbassate e il lavoro è aumentato per tutti. Le precarie italiane dal dolce sorriso possono sposare il figlio di Berlusconi per risolvere i loro problemi economici, oppure possono fare una comparsata in TV e poi candidarsi nel partito di forza italia. La cordata italiana per salvare Alitalia è in dirittura d'arrivo. Il prestito ponte, che l'Europa ci ha sanzionato, praticamente non serve più. Rete4 non deve andare sul satellite perchè in italia "SI PUO' FARE". La situazione colera a Napoli... ehm... la situazione rifiuti a Napoli è stata risolta brillantemente. Bassolino si è praticamente già dimesso, anzi no ma va bene lo stesso perchè in fondo è una brava persona. Bertolaso utilizza i militari dell'esercito per riaprire e sorvegliare le discariche della Campania. I processi del nonnetto 72enne sono stati sospesi perchè dopotutto si vede che è una bravissima persona. I Referendum proposti da Grillo con il V-day e il V2-day sono stati messi accuratamente in un cassetto. E Veltroni ha proposto un bel corteo in autunno di protesta verso non si sa bene che cosa.

Mi sembra che vada tutto bene. Forse l'unico problema attuale degli Italiani riguarda la sconfitta agli europei ma non si può avere sempre tutto !


Massimo De Disprezzo
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venerdì 20 giugno 2008

Sul processo di Norimberga

Ci sono avvenimenti storici che suscitano incredibili sentimenti di ammirazione. Nella storia dell'uomo è stato spesso difficile amministrare i sentimenti di autodistruzione che, da sempre, caratterizzano la nostra specie. E' così, quando eventi storici eccezionali richiedono scelte straordinarie, allora solo alcuni possono reagire ed entrare a pieno titolo nella storia.

Il processo di Norimberga, nato per accertare le responsabilità della seconda guerra mondiale, fu aperto dalla dichiarazione del procuratore americano Robert Jackson:

"Grazie vostro onore! Il privilegio di inaugurare, per la prima volta nella storia, un processo per crimini contro l'umanità, impone gravi responsabilità. I crimini che ci apprestiamo a condannare e punire, sono stati così premeditati, hanno avuto conseguenze così nefaste e rovinose, che la civiltà non può ignorarli, perchè non potrebbe sopravvivere se tutto ciò si ripetesse. Che quattro grandi potenze esaltate dalla vittoria, e profondamente ferite, frenino ogni proposito di vendetta e scelgano di sottoporre i loro nemici, ora prigionieri, al giudizio della legge, è uno dei più grandi tributi che la Forza abbia mai pagato alla Ragione.
Questo processo rappresenta lo sforzo di quattro fra le nazioni più potenti del mondo, suportate da altre diciassette, di ricorrere al diritto internazionale per far fronte alla più grande minaccia della nostra epoca, la guerra di aggressione. Il mondo esige che la legge non si limiti alla semplice punizione dei crimini commessi dai personaggi minori. La legge deve colpire allo stesso modo coloro che detenevano il potere e che ne fecero un uso deliberato e concertato, innescando una catena di atti criminali che non ha risparmiato nessun angolo della terra. Di tale importanza è il processo che le Nazioni Unite presenteranno a Vostro Onore.
L'importanza di questo processo è data dal fatto che i prigionieri rappresentano influenze sinistre che rimarranno sopite nel mondo molto tempo dopo che loro stessi saranno ritornati polvere. Noi dimostreremo che questi uomini sono simboli viventi degli odi razziali, del terrorismo e della violenza, dell'arroganza e della ferocia del potere. Sono gli emblemi di un nazionalismo e di un militarismo violento, degli intrighi e delle guerre che hanno gettato l'Europa nel caos, generazione dopo generazione, sterminandone gli uomini, distruggendone le case e rendendola più povera. Si sono identificati a tal punto con la loro ideologia e i loro compiti che un atto di compassione verso di loro equivarrebbe a decretare un trionfo e un atto di assenso nei confronti dei crimini cui i loro nomi sono legati. Il mondo civile non può scendere a compromessi con tendenze sociali che ritroverebbero vigore se noi trattassimo in modo equivoco o indeciso questi uomini in cui tali tendenze ancora sopravvivono.
Cio' che questi uomini rappresentano, lo spiegheremo con pazienza e lentamente. Vi forniremo le prove inoppugnabili di azioni inimmaginabili. Nella lista dei loro crimini non manca nessun atto che possa essere concepito da un orgoglio e da una ferocia patologici, e dal desiderio sfrenato del potere.
Non era mai accaduto fino ad oggi nella storia del diritto che si tentasse di esaminare nell'ambito dello stesso processo un intero decennio, interessando un intero continente e prendendo in considerazione un insieme di paesi e un numero incalcolabile di uomini e di fatti. Malgrado l'enormità del compito, il mondo intero pretende dei provvedimenti immediati.
Esiste una differenza fondamentale tra la posizione dell'accusatore e quella dell'imputato, differenza che screditerebbe il nostro compito se noi mancassimo di mostrarci, anche per le questioni di minore importanza, giusti e moderati.
Purtroppo la natura di questi crimini è tale per cui l'accusa deve essere condotta, e il verdetto emesso, dalle nazioni vincitrici. La portata mondiale degli atti d'aggressione compiuti da queste persone ha consentito a pochi paesi di rimanere veramente neutrali. Per questo motivo, o sono i vincitori a giudicare i vinti, o bisogna lasciare ai vinti il compito di giudicarsi da soli. Dopo la prima guerra mondiale abbiamo sperimentato l'inefficacia di questa seconda soluzione.
Non dovremo mai dimenticare che sulla base degli avvenimenti per cui oggi giudichiamo gli imputati, la Storia giudicherà noi stessi. Offrire in questo momento, a queste persone, un calice avvelenato, significa berlo noi stessi. Dobbiamo dare prova, nello svolgimento del compito che ci è stato affidato, di un'obiettività e di un'onestà intellettuale tali che questo processo venga ricordato dalle generazioni future per aver dato piena risposta alle esigenze di giustizia dell'umanità"


Citazione di Robert Jackson, Ministro della Giustizia di Roosevelt e giudice della Corte Suprema Americana, 1945



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giovedì 19 giugno 2008

Una vignetta sulla situazione Italiana

domenica 15 giugno 2008

Alexandre Dumas raffronta Berlusconi a Mussolini

Nel romanzo "Venti anni dopo" , il secondo della trilogia dei Tre Moschettieri, Dumas mette sulle labbra di Athos le seguenti parole per descrivere Giulio Mazarino.

Rivolgendosi a D'Artagnan:
"Sapete bene che non parlo per voi che siete la perla degli uomini valorosi e audaci, vi parlo di quell'Italiano meschino e intrigante, di quel pedante che cerca di porsi in capo una corona che ha rubato sotto un capezzale, di quel facchino che chiama il suo partito il partito del Re, e si diverte a far porre in carcere i principi del sangue, perchè non ardisce ucciderli come faceva il cardinale nostro, il gran Cardinale; uno spilorcio che pesa i suoi scudi d'oro, e serba i più consunti per paura, quantunque egli bari, di perderli il giorno dopo al suo gioco; Un birbante, insomma, che, a quanto si sente, strapazza la regina. Peggio per lei s'intende! E che fra tre mesi ci susciterà una guerra civile per conservarsi le sue pensioni. E' quello il padrone che mi proponete, d'Artagnan ? Grazie, mille grazie!"



Ecco cosa risponderei se domani qualcuno mi chiedesse di descrivere Berlusconi. Basta cambiare il Cardinale Richelieu con Mussolini ed il gioco è fatto.

Buona navigazione

Massimo De Disprezzo
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giovedì 12 giugno 2008

Sul G8 e sui petrolieri

Aomori (Giappone), 8 giugno 2008

I Paesi industrializzati del G8, la Cina, l'India e la Corea del Sud hanno ritenuto che esiste la "necessità urgente" di aumentare la produzione di petrolio per far fronte all'aumento dei prezzi.


Il fatto che i responsabili del destino economico di miliardi di persone non sappiano la differenza tra produzione ed estrazione mi lascia perplesso. Immagino che tutti i lettori del blog sappiano che il petrolio NON SI PRODUCE, SI ESTRAE DAL SOTTOSUOLO. Pertanto ne abbiamo una quantità limitata. Ogni barile contiene 155 litri di petrolio. Non tutto il barile diventa benzina, anzi, solo una parte sarà destinata ad essere bruciata nelle nostre autovetture, il resto diventa bitume, gasolio od olio lubrificante.

Non è possibile produrre petrolio. Il petrolio è una risorsa presente in enormi quantità che semplicemente sta finendo perchè 6 miliardi di persone del pianeta terra ogni giorno lo bruciano nelle loro centrali elettriche e nei loro autoveicoli.

Così viene spontaneo chiedermi se un Sig. Marchionne qualsiasi, quando si trova in casa a bere una bibita fredda sulla sua terrazza, ogni tanto si pone questo interrogativo: "E se cominciassimo a farle andare ad idrogeno ?"

Chissà cosa gli suggerirebbero i neuroni...

Massimo De Disprezzo
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mercoledì 11 giugno 2008

Sulla "spersonalizzazione" della politica


"La legislatura deve vedere uno sforzo unanime nel far sì che gli stipendi degli insegnanti siano adeguati alla media Ocse".

Lo ha affermato il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmin.

La "spersonalizzazione" della politica italiana è giunta al culmine. Nessuno si prende più la responsabilità di nulla, nemmeno con le parole. Chi deve agire non è più il ministro, chi ci mette la faccia non è più il funzionario, chi promette non è più il politico.

E' il legislatore !

Il ministro non ha detto "Porterò a termine questo obiettivo entro la mia legislatura", non ha detto "Prometto che..." ; Ha detto semplicemente che la legislatura deve fare uno sforzo. Se ci riesce è bene.. altrimenti amen. La responsabilità in Italia è sparita da decenni e lo sappiamo tutti, ma ora si inventano addirittura giri di parole per assegnare i propri incarichi ad entità astratte.

Un po' come se Berlusconi avesse detto ai napoletani: "Il problema della spazzatura deve essere risolto !" E' giù applausi, siamo Italiani ;-)

mercoledì 4 giugno 2008

Unici colpevoli: i cittadini

Il post del 2 giugno sul blog di beppegrillo titola esattamente come questo post.

Se in Italia va tutto a rotoli, se i tg in Italia dicono che va tutto bene, se i rifiuti sono spariti, se la cordata italiana di Alitalia è Airfrance, se "Striscia la notizia" fa il lavoro della magistratura, se "Le Iene" fa il lavoro della corte costituzionale, se ci piace l'albo dei professionisti, se ci piacciono i lavori a tempo determinato... allora la colpa è solo dei cittadini.

E perchè i cittadini si indignano ma non agiscono ? si incazzano ma non protestano ? si vergognano ma non ribattono ? Perchè in Italia si vive ancora troppo bene.

Mio nonno si fece il suo primo giro in bicicletta nel 1945. Il parroco gli prestò la bicicletta per andare ad annunciare al paese vicino la fine della guerra. Mio padre, alla stessa età di mio nonno, girava l'italia sulla sua moto. Io alla stessa età di mio nonno avevò già cambiato 2 scooter e 2 moto, ero già andato a zonzo in europa con la moto e nel resto del mondo con l'aereo.

Se il tenore di vita, di generazione in generazione, è cresciuto così tanto vuol dire che al cittadino italiano della multa di rete4, del conflitto di interessi di Berlusconi, di Alitalia, degli indulti, della fine della giustizia, dei mutui a tassi variabili, del prezzo del petrolio non gliene frega nulla. Basta andare alla posta a chiedere un prestito maggiore ed ecco che si porta in vacanza la famiglia senza problemi.

La prossima generazione invece, quella senza istruzione, senza lavoro fisso, senza pensione, senza petrolio, senza gas e senza nucleare dovrà decidere se lottare per ripristinare il benessere attuale o se affidare tutto al solito tiranno.

Auguri

Massimo De Disprezzo
blog: www.maxdisprezzo.com