Era nell'aria. Alla fine la completa dissociazione tra azione e responsabilità è avvenuta.
Facciamo un passo indietro affinchè il discorso sia più chiaro.
In un primo periodo storico, pressapoco tra la fine della monarchia assoluta e la creazione di un governo, le cose funzionavano così.
Gli elettori, che si identificano nel popolo, votavano delle persone che li avrebbero rappresentati nel governo del paese. Gli elettori pertanto delegavano la responsabilità a queste persone che, ben volentieri, se ne facevano capo per governare "in nome del popolo italiano".
Il concetto è semplice. L'italia non può essere governata da 60 milioni di persone. Occorre ridurre il numero a qualche migliaio per poter discutere oculatamente dei temi che interessano il paese.
All'interno di questo migliaio di persone poi bisogna suddividere poteri e responsabilità in base alla preferenza che il popolo ha espresso nell'urna.
Così non abbiamo un calderone dove tutti fanno di tutto ma ognuno si assume il posto di comando per un determinato settore. Questa divisione settoriale si chiama MINISTERO.
Ad oggi in Italia abbiamo vari ministeri. Il ministero dell'interno viene così chiamato perchè ha il compito, importantissimo, di attuare la politica interna del governo in tema di sicurezza e prevenzione dei crimini.
La persona che è a capo del Ministero si chiama Ministro.
Ad oggi il popolo italiano, purtroppo, non può eleggere un ministro direttamente, può solo votare una persona, il presidente del consiglio, che, a cose fatte, dovrà conferire la carica di Ministro alla persona che più gli aggrada.
Silvio Berlusconi ha conferito la carica di Ministro dell'interno a
Roberto Maroni.
Ricapitolando il discorso di deleghe e conferimenti di poteri si riassume così:
Il popolo chiamato alle urne ha preferito Berlusconi.
Berlusconi ha preso
oneri e onori della guida del paese Italia.
Berlusconi ha stilato la squadra dei suoi ministri e ha dato una fetta del proprio potere a ciascuno.
A Maroni è "toccato" il Ministero dell'Interno.
Roberto Maroni, ad oggi, per effetto di tutte queste deleghe, dirette o indirette che siano, si trova nella situazione di
responsabile della politica interna del governo.Il discorso di cui sopra è chiarissimo a tutti tranne che allo stesso Ministro.
Mi fa una enorme tristezza leggere la dichiarazione di Maroni di oggi 7 settembre 2008:
Via libera al piano svuota carceri e all'utilizzo del braccialetto "ma solo se c'è la garanzia che funzioni e che le evasioni siano pari a zero". E' un sì condizionato quello del ministro dell'Interno Roberto Maroni al piano del collega Guardasigilli Angelino Alfano
Io credo che la fiducia sull'utilizzo del braccialetto elettronico per la sorveglianza dei detenuti debba essere data DAL MINISTRO AGLI ITALIANI E NON VICEVERSA. Non si tratta di un giochino tra colleghi di governo. E' il Ministro dell'interno che ci deve rassicurare sulla infallibilità del metodo. Sono gli italiani che devono sapere, al momento della prima evasione, che la colpa è di un Ministro ben determinato. Possibile che nessun giornalista faccia notare questa discrepanza ?
Sarebbe come se il Ministro delle Infrastrutture dicesse:
"Sono favorevole alle centrali nucleari SOLO SE SICURE AL 100% "
Io credo che sia compito del politico garantire la sicurezza delle decisioni prese; credo che ogni grande carica politica implichi delle responsabilità e che un Ministro non possa giocare a nascondersi dietro ad un dito.
Credo che un Ministro, prima che un politico, debba essere un uomo capace di prendere delle decisioni e contemporaneamente delle responsabilità.
Se qualcuno al governo non ne è capace... allora avanti il prossimo !
Massimo De Disprezzo
blog: www.maxdisprezzo.com