lunedì 22 settembre 2008

Ah, l' italia

L'ordine pubblico è in pericolo ? La polizia non ha nemmeno i soldi per la benzina ? niente paura ! il governo ci manda l'esercito !

La compagnia di bandiera è fallita ? I piloti non vogliono lavorare ? E allora ecco Maroni e La Russa che vanno a provare il nuovo aereo dell'esercito Italiano. A giudicare dalle foto devono essersi divertiti parecchio. Secondo me stanno pensando di portare qualche pilota dell'esercito in alitalia.
E per i soldi... beh... si vocifera che il sindacato stia valutando di mettere Alitalia su Ebay :-D

Ah, l'italia... che meraviglia; un paese dove siamo felici di qualsiasi diversivo.




venerdì 19 settembre 2008

Alitalia problema risolto

Non peserà più sulle palle degli Italiani, parola del Tg3 !

mercoledì 17 settembre 2008

Sull'italiano prima lingua straniera


Euronews è un sito di informazioni finanziato dalla comunità europea. In teoria dovrebbe fare concorrenza a cnn e bbc. Nella pratica arrancano.

Il titolo di oggi dimostr,a ancora una volta, che l'italiano è la prima lingua straniera. Si dice RIMPASTO e non REIMPASTO !

Si parla di governi e non di pizzette !

Massimo De Disprezzo

sabato 13 settembre 2008

Sull'esercito nelle città

Mi fa rabbia vedere con quanta facilità una menzogna possa risultare credibile se ripetuta a tamburo battente da 6 canali televisi.

Davanti alla stazione di Roma o davanti alla stazione di Milano abbiamo dei militari in divisa. Il governo Mastrolindo bis ha pensato bene di riciclare 3000 soldati, prima per nascondere la spazzatura di napoli sotto il tappeto e poi per dare una impressione di forza.

Quando qualcuno ha detto: ma perchè non potenziamo carabinieri e polizia ? la risposta mediatica è stata: magari ! ma non ci sono soldi.

Così oggi 59,9 milioni di Italiani accettano di buon grado di vedere delle divise verdi in città perchè, ahimè, l'italia è un paese povero... e quindi tanto vale sfruttare i soldati che non fanno nulla.

Ma davvero non abbiamo spiccioli per pagare la benzina delle volanti ?

Forse gli "sprechi" del denaro pubblico non sono dovuti dai dipendenti assenteisti ma dai furboni che votiamo con una X nel seggio elettorale ?

Ecco alcuni casi di sprechi INAUDITI che ho rintracciato nella mia memoria con l'aiuto di google in pochi minuti. A volerli cercare tutti ci sarebbe da piangere per l'eternità:

Alitalia
  • Governo Prodi: nel 1998 vi e' stata una ricapitalizzazione aperta agli azionisti terzi per 3.000 miliardi di lire (1.549 milioni euro);
  • Governo Berlusconi: nel 2002 vi e' stato un aumento di capitale per 1.432 milioni di euro
  • Governo Berlusconi: nel 2004 un prestito ponte di 400 milioni di euro
  • Governo Berlusconi: nel 2005 un aumento di capitale per 1 miliardo e 6 milioni di euro e il ricorso al mercato obbligazionario per oltre 500 milioni, con la promessa dell'utile nel 2006 (quell'esercizio si e' chiuso in rosso per 626 milioni di euro!!!);
  • L'ultimo 'prestito ponte' di 300 milioni di euro, appena trasformato in finanziamento a fondo perduto, e' stato sottratto dal fondo per la ricerca scientifica! ( fonte ADUC )
Totale ? 5,2 miliardi di euro in 10 anni ( MILIARDI DI EURO !!! )
Pagati da ognuno di noi, con le nostre tasse sulla benzina, sui nostri F24, dai nostri commercialisti... tutti noi indistintamente.

Braccialetto elettronico
  • 2003: Governo Berlusconi. Il ministro Castelli fa partire la sperimentazione del Braccialetto elettronico per i detenuti. La gestione va a Telecom ( TELECOM ). Per 400 braccialetti paghiamo, tutti noi, 11 milioni di euro l'anno. Il primo dei 400 tester è evaso ed è tutt'ora latitante. Ad oggi, in funzione ce ne sono soltanto 13. Circa 800.000 euro a bracciale, per ogni anno. Praticamente si potevano costruire delle carceri ad personam a 5 stelle e si risparmiava
Il portale turistico dell'italia
  • 16/01/2003: Sulla scia del fantastico www.spain.info il ministro Rutelli fa nascere, con 45 milioni di euro, il leggendario portale turistico dell'italia. Solo il logo viene 100.000 euro ( il cetriolo mozzato ) Il sito, da leggendario, diviene presto leggenda. Il progetto è morto perchè sostanzialmente era una inutile accozzaglia di informazioni senza uno scopo. Una specie di elenco del telefono dove trovare i numeri degli alberghi per gli italioti che non sanno usare google. Quando il progetto è defunto Rutelli si scuserà dicendo che il progetto era partito dal governo Berlusconi e quindi lui non c'entra niente. Dopotutto i 45 milioni di euro mica li ha messi lui.
Il ponte sullo stretto di Messina
  • Intorno al 2003 il governo Berlusconi ne affida la costruzione ad una ditta che fa capo al Ministro Lunardi. Chi meglio del ministro delle infrastrutture può sapere come progettare un ponte ? Il successivo governo Prodi, nelle vesti del Ministro Bianchi decide che il ponte non serve. Morale della favola ? 500 milioni di Euro di penale pagati da tutti noi nei confronti dello studio di progettazione dell'ex Ministro Lunardi.
Risarcimenti libici
  • Il 30 agosto 2008 il governo Mastrolindo Bis ha concluso un impegno con Gheddafi per i danni che l'Italia ha procurato alla Libia nel periodo coloniale. Per i prossimi 20 anni, l'italia verserà alla Libia 250 milioni di euro all'anno. Per un totale di 5 miliardi di euro.
Cinematografia
  • centinaia di milioni di euro deliberati come finanziamenti per film che a volte hanno venduto 25 biglietti. una ventina di milioni di euro solo tra GIUGNO E SETTEMBRE 2006 . Per carità la cultura è importante ma a giudicare dai titoli credo che i soldi siano stati concessi con allegria.

Purtroppo credo che l'elenco possa continuare all'infinito ma il mio tempo è poco e la mia memoria è limitata.
In soldoni, è il caso di dire, abbiamo due ordini di problemi. Il primo riguardo la disinvoltura con cui i nostri dipendenti spendono soldi non proprio senza doverne rendere conto a nessuno. Il secondo problema riguarda l'errata ripartizione delle spese. Forse tagliuzzando qualcosina si poteva potenziare l'arma dei carabinieri ? o il Corpo di Polizia ? Forse non sarebbe stato necessario tagliare 87.000 dipendenti dalla Meritocrate Gelmini ? Vorse non sarebbe stato obbligata la riduzione del 40% degli stipendi dei magistrati ?

Quando tornate nell'urna, ricordatevi di questi sprechi, e punite chi vi ha messo le mani in tasca per finanziare l'amichetto industriale o l'amichetta meretrice.

Massimo De Disprezzo
www.maxdisprezzo.com

lunedì 8 settembre 2008

Sul ministro dell'interno Italiano

Era nell'aria. Alla fine la completa dissociazione tra azione e responsabilità è avvenuta.

Facciamo un passo indietro affinchè il discorso sia più chiaro.

In un primo periodo storico, pressapoco tra la fine della monarchia assoluta e la creazione di un governo, le cose funzionavano così.
Gli elettori, che si identificano nel popolo, votavano delle persone che li avrebbero rappresentati nel governo del paese. Gli elettori pertanto delegavano la responsabilità a queste persone che, ben volentieri, se ne facevano capo per governare "in nome del popolo italiano".

Il concetto è semplice. L'italia non può essere governata da 60 milioni di persone. Occorre ridurre il numero a qualche migliaio per poter discutere oculatamente dei temi che interessano il paese.

All'interno di questo migliaio di persone poi bisogna suddividere poteri e responsabilità in base alla preferenza che il popolo ha espresso nell'urna.

Così non abbiamo un calderone dove tutti fanno di tutto ma ognuno si assume il posto di comando per un determinato settore. Questa divisione settoriale si chiama MINISTERO.

Ad oggi in Italia abbiamo vari ministeri. Il ministero dell'interno viene così chiamato perchè ha il compito, importantissimo, di attuare la politica interna del governo in tema di sicurezza e prevenzione dei crimini.

La persona che è a capo del Ministero si chiama Ministro.

Ad oggi il popolo italiano, purtroppo, non può eleggere un ministro direttamente, può solo votare una persona, il presidente del consiglio, che, a cose fatte, dovrà conferire la carica di Ministro alla persona che più gli aggrada.

Silvio Berlusconi ha conferito la carica di Ministro dell'interno a Roberto Maroni.

Ricapitolando il discorso di deleghe e conferimenti di poteri si riassume così:

Il popolo chiamato alle urne ha preferito Berlusconi.
Berlusconi ha preso oneri e onori della guida del paese Italia.
Berlusconi ha stilato la squadra dei suoi ministri e ha dato una fetta del proprio potere a ciascuno.
A Maroni è "toccato" il Ministero dell'Interno.

Roberto Maroni, ad oggi, per effetto di tutte queste deleghe, dirette o indirette che siano, si trova nella situazione di responsabile della politica interna del governo.

Il discorso di cui sopra è chiarissimo a tutti tranne che allo stesso Ministro.

Mi fa una enorme tristezza leggere la dichiarazione di Maroni di oggi 7 settembre 2008:

Via libera al piano svuota carceri e all'utilizzo del braccialetto "ma solo se c'è la garanzia che funzioni e che le evasioni siano pari a zero". E' un sì condizionato quello del ministro dell'Interno Roberto Maroni al piano del collega Guardasigilli Angelino Alfano

Io credo che la fiducia sull'utilizzo del braccialetto elettronico per la sorveglianza dei detenuti debba essere data DAL MINISTRO AGLI ITALIANI E NON VICEVERSA. Non si tratta di un giochino tra colleghi di governo. E' il Ministro dell'interno che ci deve rassicurare sulla infallibilità del metodo. Sono gli italiani che devono sapere, al momento della prima evasione, che la colpa è di un Ministro ben determinato. Possibile che nessun giornalista faccia notare questa discrepanza ?

Sarebbe come se il Ministro delle Infrastrutture dicesse:
"Sono favorevole alle centrali nucleari SOLO SE SICURE AL 100% "

Io credo che sia compito del politico garantire la sicurezza delle decisioni prese; credo che ogni grande carica politica implichi delle responsabilità e che un Ministro non possa giocare a nascondersi dietro ad un dito.

Credo che un Ministro, prima che un politico, debba essere un uomo capace di prendere delle decisioni e contemporaneamente delle responsabilità.

Se qualcuno al governo non ne è capace... allora avanti il prossimo !

Massimo De Disprezzo
blog: www.maxdisprezzo.com


venerdì 5 settembre 2008

Sugli esami di accesso all'ateneo di Bari

Oggi ho letto su Repubblica la storia di un aspirante laureando ( il giornalista Paolo Russo ) che vuole superare i test di medicina all'ateneo di Bari.

Il giornalista dapprima denuncia l'atmosfera da Gestapo per i controlli iniziali: metal detector, bustine trasparenti, cellulari "sequestrati". In seguito ammette, candidamente, di essere riuscito a leggere le fotocopie rimpicciolite posizionate al posto del foglietto illustrativo delle aspirine.

Insomma prima ci si indigna, e se poi si riesce a fregare il prossimo allora... tanto vale raccontarlo in giro facendo pure il figo ("tanto non mi sono servite").

Non ho parole per commentare la scorrettezza psichica e morale del giornalista in questione.

Max Disprezzo
blog: www.maxdisprezzo.com

mercoledì 3 settembre 2008

Il problema del mezzogiorno

Ai primissimi del 1800 Giuseppe De Maistre fu nominato capo della magistratura della Sardegna.
L'isola gli fece un'impressione disastrosa.

"Il sardo - scrisse - è più selvaggio del selvaggio, perchè il selvaggio ignora la luce, il sardo la odia. Esso è sprovvisto del miglior attributo dell'uomo, la perfettibilità. In qualunque mestiere si cimenti, lo fa come lo faceva ieri, come la rondine fa il suo nido e il castoro la sua casa. Guarda stupidamente una pompa aspirante e va ad attingere l'acqua col secchio. Gli si fa vedere l'agricoltura del Piemonte, della Savoia, della Svizzera, e torna in patria senza saper innestare un albero. Ignora il fieno come ignora le scoperte di Newton. Non si può trattarlo che al modo dei Romani inviandogli un pretore e due legioni, costruendo delle strade e cercando di fare il bene non solo senza di lui, ma anche contro di lui. Questo popolo non ama niente. Ho più volte constatato che ciò che pià gli ripugna è di dover approvare qualcosa. Tutti i suoi vizi sono leggi e tutte le sue leggi sono vizi. Questo disgraziato paese non può essere rigenerato che da una potenza opulenta, saggia e intraprendente: sarebbe un'opera, faccio per dire, da inglesi."


Si vede bene che il problema del mezzogiorno non è di oggi.

Citazione da "Storia d'Italia" di Indro Montanelli