Sull'acqua pubblica o privata

La puntata di "exit" di ieri sera ha riproposto il problema della privatizzazione dell'acqua.

A parte l'orrendo concetto di lucrare, cioè proprio di fare utili a scapito magari della manutenzione, sulla sete delle persone. Mi chiedo perchè a questo punto non privatizzare anche l'aria ?

Chi vuole aria pulita, proveniente direttamente dalle montagne innevate, potrebbe farsi installare un tubo in casa e accendere la ventilazione con un piccolo canone mensile e durata minima del contratto di 96 mesi con penale di 1 milione di euro in caso di recesso anticipato.

La realtà è che in Italia, come in tutto il resto del mondo, gli abusi si fermano solo con i controlli. Se nessuno controlla i fatturati e gli investimenti delle società, pubbliche o private che siano, va tutto a scatafascio.

E chi controllerà i controllori ?

La risposta alla domanda di Giovenale è arrivata 2000 anni dopo con l'interscambio di informazioni che permette internet.

Solo una trasparenza dei bilanci delle società nella rete può permettere a tutti di diventare "controllori" part-time.

Io gradirei molto sapere la busta paga del sindaco della mia città di questo mese, così come gradirei sapere quanto ha speso il comune per l'elettricità e quanto ha speso il comune limitrofo. Almeno recandomi alle urne avrei un parametro di scelta.

Per legge, oggi, ciascuna soggetto dotato di partita iva deve pubblicarla nel proprio sito web. Facciamo uno sforzo in più e obblighiamo alla pubblicazione di bilanci in forma semplificata. Dopo tante idiozie come il DPS... una scartoffia in più non farà mica impazzire il commercialista ;-)

Ci aspetta una ricostruzione del sistema capitalistico in un sistema "trasparentistico".

Massimo De Disprezzo
blog: www.maxdisprezzo.com

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