Tristemente mi accingo ad elencare in questo piccolo e anonimo rifugio digitale tutte le contraddizioni di un'epoca dominata da uomini violentemente ignari delle potenzialità intellettuali e tecnologiche.
venerdì 28 maggio 2010
mercoledì 26 maggio 2010
I profughi dello yacht
La Stampa
26 maggio 2010
I profughi dello yacht
di Massimo Gramellini
Ai lettori che vivono con preoccupazione la crisi economica vorremmo segnalare un dramma nel dramma. Quello di Elisabetta Gregoraci, moglie di Flavio Briatore e mamma del di lui erede, Falco Nathan. «Al mio piccolo manca lo yacht», è il grido di dolore che la donna ha affidato a un settimanale. «Da quando siamo stati costretti ad abbandonare la barca, il bambino piange spesso, non è più sereno come prima». Segue un racconto dettagliato e crudele: dopo la nascita del pargolo, la famiglia Briatore è costretta ad accamparsi su uno yacht con 12 persone di equipaggio e 63 metri di parquet. Una sistemazione di fortuna, in attesa che finiscano i lavori della nuova abitazione, che sorgerà in località defilata: Montecarlo. Ma ecco sopraggiungere i finanzieri a sirene spiegate, con l’accusa di contrabbando e frode fiscale. I profughi dello yacht devono scendere a terra e riparare in un attico di Londra, dove il clima è meno mite e il pavimento neanche ondeggia.
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26 maggio 2010
I profughi dello yacht
di Massimo Gramellini
Ai lettori che vivono con preoccupazione la crisi economica vorremmo segnalare un dramma nel dramma. Quello di Elisabetta Gregoraci, moglie di Flavio Briatore e mamma del di lui erede, Falco Nathan. «Al mio piccolo manca lo yacht», è il grido di dolore che la donna ha affidato a un settimanale. «Da quando siamo stati costretti ad abbandonare la barca, il bambino piange spesso, non è più sereno come prima». Segue un racconto dettagliato e crudele: dopo la nascita del pargolo, la famiglia Briatore è costretta ad accamparsi su uno yacht con 12 persone di equipaggio e 63 metri di parquet. Una sistemazione di fortuna, in attesa che finiscano i lavori della nuova abitazione, che sorgerà in località defilata: Montecarlo. Ma ecco sopraggiungere i finanzieri a sirene spiegate, con l’accusa di contrabbando e frode fiscale. I profughi dello yacht devono scendere a terra e riparare in un attico di Londra, dove il clima è meno mite e il pavimento neanche ondeggia.
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giovedì 20 maggio 2010
The Pirate Bay
Il partito dei pirati svedese ha di nuovo reso possibile l'accesso al portale. Usate DNS non italiani per collegarvi !
mercoledì 19 maggio 2010
sabato 15 maggio 2010
venerdì 14 maggio 2010
I piani di Telecom Italia nel 2008
Un fibra ottica più estesa. La parte più innovativa riguarda la fibra ottica, che Telecom estenderà fino a punti più vicini all'utente (a casa o in ufficio). Fa così partire un piano già annunciato l'anno scorso e poi rinviato. La fibra ora arriva nelle centrali telefoniche di zona, per fornire l'Adsl all'utente. Già da quest'anno farà qualche passetto in più. Nelle zone dove arriverà fino all'armadio in strada, superando così la centrale, potrà portare connessioni Vdsl fino a 25-50 Mbps in download e 2-10 Mbps in upload (fiber to the cabinet). Laddove arriverà fino ai piedi del palazzo (fiber to the building), la Vdsl2 potrà andare più veloce: fino a 50-100/25-40 Mbps. Nel migliore dei casi, Telecom porterà la fibra fin nelle case (fiber to the home), per una velocità da 100 Mbps a 1 Gbps, perché la connessione sarà tutta su fibra ottica e non più sul doppino di rame. Le Vdsl2 partiranno da quest'anno e nel 2010 copriranno poco meno del 10 per cento della popolazione. Per allora le attuali Adsl (fino a 7 Mbps) saranno sul 98,5 per cento della popolazione (dall'attuale 95 per cento), mentre le Adsl 2 plus (fino a 20 Mbps) saranno sull'87 per cento (ma solo sull'80 per cento quelle più evolute, su un network più prestante perché tutto su Ip).
I primi utenti fiber to the home arriveranno nel 2009 e Telecom stima saranno 200 mila nel 2010. In Italia ci sono già utenti fiber to the home, perlopiù di Fastweb: 260 mila. In Francia sono già 500 mila. Per il 2010, gli utenti banda larga (su rete fissa) previsti per l'Italia (di Telecom e altri operatori) saranno 14,6 milioni, il che significherebbe un bel balzo avanti rispetto agli attuali 10 milioni.
Meno guasti. Navigare più veloce, in buona compagnia e con meno pensieri: Telecom investirà 100 milioni di euro in due anni in manutenzione preventiva, allo scopo di migliorare la qualità del servizio. Il tasso di guasti delle Adsl scenderà così dal 20,8 per cento del 2007 (più di una Adsl su cinque, in un anno) a un più accettabile 16,8 per cento del 2010. Calerà in parallelo anche il tasso di guasti sulla linea fissa in generale (dal 14,5 per cento del 2007 all'11,5 per cento del 2010). Nel biennio scorso c'era stata un'impennata dei guasti, a causa della ridotta manutenzione negli anni precedenti.
Più efficienza e servizi evoluti. Lo scopo e le conseguenze di queste novità sono numerose. Per Telecom, significa spingere verso la banda larga un maggior numero di italiani; e sarebbe ora, visto che la nostra percentuale di popolazione dotata di accesso veloce a Internet è un record negativo, in Europa Occidentale (minore anche a quella di Spagna e Irlanda, superiore solo al Portogallo). Non solo: Telecom potrà ridurre i costi e fare cassa. Migliorando l'efficienza del network, ridurrà le spese di gestione e manutenzione; eliminando alcune centrali grazie alla nuova fibra potrà rivendere o affittare i relativi palazzi. In più, il nuovo network abiliterà servizi innovativi, che potrebbero cambiare le abitudini degli italiani a casa e in ufficio: videconferenze e telepresenza, anche in alta definizione, tele lavoro, assistenza sanitaria da remoto, film ad alta definizione in molte stanze in contemporanea.
In parallelo, crescerà anche l'accesso mobile a Internet (il quale a monte sfrutta la stessa infrastruttura di rete su cui poi sono servite connessioni xDsl). Entro fine 2008, l'80 per cento della popolazione sarà coperto da Hsdpa fino a 7,2 Mbps (84,5 per cento nel 2010). I primi test per la quarta generazione di rete mobile (100/50 Mbps) avverranno nel 209-2010.
Adesso non resta che mettersi alla finestra, vedere e aspettare la rete italiana crescere. E sperare che il piano, questa volta, vada come previsto. Già Telecom aveva annunciato che la Vdsl2 sarebbe partita a fine 2007, ma è stato un obiettivo mancato. Il 2007 è stato però un anno di travaglio societario per Telecom. Adesso, la strada dovrebbe essere più spianata verso l'innovazione della banda larga: in Italia è rimasta per molti mesi in attesa delle mosse di Telecom.
HAHAHAHAHAHAHHAHAAHAAHAHAAHAHAAHH
venerdì 7 maggio 2010
Tecnologie nate male: FLASH
Flash è una tecnologia proprietaria di Adobe.E' nata nel 1996 ed è stata la risposta all'immobilismo del W3C.
Per dieci anni è stata praticamente l'unica risposta veloce e semplice per "animare le pagine web" così meravigliosamente statiche.
Cosa può meravigliare il cliente più di un po' di suoni e luci che reagiscono al passaggio del mouse ?
E cosa può irritare di più un programmare di una tecnologia disgraziatamente proprietaria ?
Flash è il rantolo del capitalismo vecchio stile. Quel tipo di capitalismo che vuole imbrigliare gli utenti senza però migliorare il prodotto.
Qualsiasi programmatore degno di questo nome odia FLASH.
E' inefficiente. Questo per me basta a troncargli le gambe ed a giurare a me stesso di non usarlo mai in nessun mio lavoro.
Siamo nel 2010 e per vedere un video su Youtube devo usare la cpu del mio notebook al 50% ???
Sono in viaggio e non posso consultare il servizio VIAGGIATRENO perchè il mio cellulare non ha il supporto per FLASH ?
Ho appena comprato un computer e... ops.. manca flash !
Ho installato ubuntu 64bit e ... ops... flash zoppica.
Razionalmente non c'è un solo motivo per tenere in vita questa "tecnologia interrupta".
L'IPAD nel bene e nel male porterà una ventata di novità nel settore. Non supporta Flash. La gabbia dorata di apple non mi è mai piaciuta ma non posso che essere contento di questa decisione.
FLASH è il male. La sua tecnologia è proprietaria. La possibilità di poter vedere un sito in flash un dispositivo (computer, cellulare, tablet, netbook, televisore) dipende dalla possibilità che la ADOBE sforni un plugin.
Questo è contro la natura stessa di internet, una rete neutrale e supportata da standard aperti.
Creare un sito in flash significa "giocare sporco". E il bel gioco dura dal 1996.
AMEN
ps.
Chi vuole leggere la critica di Steve Jobs può trovarla qui. In alcuni punti sento lo stridere delle unghie sui vetri ma su altri punti sono perfettamente d'accordo.
giovedì 6 maggio 2010
lunedì 3 maggio 2010
Sull'attendibilità delle notizie
Secondo la stampa Un asceta indù sopravvive senza mangiare e senza bere da 74 anni. L'uomo, che si chiama Prahlad Jani e ha 82 anni, si trova sotto esame in un ospedale dello stato settentrionale del Gujarat. Un team di medici del Defence Institute of Physiologist and Allied Science (Dipas), un centro di ricerca della difesa, intende scoprire qual è il segreto di questa sua straordinaria capacità di resistenza, dovuta a un'antica tecnica di meditazione yoga. Jani era già stato esaminato nel 2003 da un?altra squadra di medici, che non erano riusciti a spiegare scientificamente il fenomeno. Sembra che lo «yogi», che si trova in perfetta salute, «sia capace di produrre urina nella sua vescica e poi in base alla sua volontà di rimandarla in circolo» spiega il medico Sudhar Shah. Nato in un povero villaggio del Gujarat, il santone sostiene di aver ricevuto questi suoi poteri speciali da una divinità all?età di otto anni. La tecnica è conosciuta come «breatharianismo» e consiste nel raggiungere con il potere mentale il totale dominio delle proprie funzioni corporee.
Fonte: Mirror.co.uk
Ora io dico. Ma è mai possibile pubblicare simile scemenze ? Era troppo difficile accendere il cervello ?
Massimo De Disprezzo
domenica 2 maggio 2010
Sulle auto elettriche
Finalmente l'hanno capito.
E' molto più semplice modificare le stazioni di servizio in stazioni di cambio batteria piuttosto che creare sistemi di ricarica veloci.
Il prossimo step sarà quello di avere uno standard comune mondiale per il sistema di agganci.
In ultimo cercheremo di capire come generare tutta l'energia che ci serve senza bruciare petrolio ;-)
E' molto più semplice modificare le stazioni di servizio in stazioni di cambio batteria piuttosto che creare sistemi di ricarica veloci.
Il prossimo step sarà quello di avere uno standard comune mondiale per il sistema di agganci.
In ultimo cercheremo di capire come generare tutta l'energia che ci serve senza bruciare petrolio ;-)
sabato 1 maggio 2010
Claudio Scajola
Dalla terza camera del parlamento italiana questo signore si difende.Non è vero - come ha sostenuto replicando alla ricostruzione di "Repubblica" del 23 e 24 aprile scorso - che per comprare la casa che oggi abita a Roma si limitò ad accendere un mutuo di circa 600 mila euro e ad impegnare pochi contanti tratti dal suo conto corrente. Il 6 luglio del 2004, per acquistare la sua abitazione al civico 2 di via del Fagutale, è stata decisiva - come questo giornale ha riferito - una provvista in nero di 900 mila euro messa a disposizione dal costruttore Diego Anemone attraverso il suo architetto e progettista Angelo Zampolini. La circostanza non è più infatti un'ipotesi investigativa. É una evidenza confermata dalle dichiarazioni rese a verbale venerdì scorso dallo stesso Zampolini ai pm di Perugia, e soprattutto documentata dalla minuziosa ricostruzione del tragitto di quel denaro fatta dalla Guardia di Finanza. Un lavoro, per altro, ora non più coperto da segreto investigativo, perché il conflitto di competenza che si è aperto tra la Procura di Perugia e l'ufficio gip (che, come riferito ieri, ha respinto la richiesta di arresto di Angelo Zampolini, del commercialista Stefano Gazzani e dell'ex funzionario Claudio Rinaldi) ha infatti prodotto una prima discovery di atti istruttori al Tribunale del Riesame che oggi illumina definitivamente la "storia" di casa Scajola e con lei, i nuovi capitoli di questa indagine sulla "cricca" dei Grandi appalti.
Ecco i politici di oggi.
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